La banca asiatica di Pechino viola i diritti umani e danneggia l’ambiente

L’accusa da parte di alcune ong. L’Aiib non rispetta i suoi impegni in ambito sociale e ambientale. Intere comunità in India e Bangladesh trasferite con la forza per costruire nuove infrastrutture. Unione europea: Rispettare gli standard riconosciuti dalla comunità internazionale.

La Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture (Aiib) viola i diritti umani e non rispetta l’ambiente. È l’accusa lanciata ieri a Manila da alcune organizzazioni umanitarie durante un forum sulle attività delle banche internazionali di sviluppo.

L’Aiib è una creatura della Cina: la sua risposta alla Banca mondiale e alla Banca asiatica per lo sviluppo, dominate da Stati Uniti e Giappone. Lanciata da Xi Jinping nel 2016 per promuovere la Belt and Road Initiative, il grande piano di investimenti per ridare vita alle antiche Vie della seta tra il gigante asiatico e l’Europa, e rendere Pechino il perno del commercio mondiale, l’istituzione bancaria ha 103 membri. Osteggiata dagli Usa, finora essa ha approvato finanziamenti in una ventina di Paesi in Asia per un totale di 17 miliardi di euro.

In base allo studio di 25 casi, gli attivisti delle organizzazioni denunciano il fatto che l’Aiib non rispetta il suo impegno a finanziarie solo progetti sostenibili dal punto vista sociale e ambientale. Ad esempio, la banca guidata da Pechino ha sovvenzionato iniziative che hanno portato allo spostamento forzato di intere comunità locali, con centinaia di abitanti del luogo che hanno perso i loro mezzi di sostentamento.

In alcuni casi, le persone che hanno dovuto cedere i propri terreni per costruire una centrale elettrica in Bangladesh, e una strada in India, hanno ricevuto un indennizzo minimo, a volte nemmeno quello.

Lo scorso giugno, 103 famiglie sono state trasferite in sistemazioni di fortuna a causa dei lavori per la costruzione della metropolitana di Bangalore (Karnataka). Lo spostamento è avvenuto nel pieno dell’emergenza coronavirus, quando molti residenti avevano perso il lavoro.

Gli investimenti promossi dall’Aiib hanno causato danni anche all’ambiente. È il caso della costruzione della centrale energetica di Bhola, nel sud del Bangladesh. I lavori di realizzazione hanno provocato delle inondazioni nell’area circostante, oltre la morte di due lavoratori.

Le accuse dei movimenti ambientalisti e per i diritti umani all’Aiib non sono nuove. Malgrado alcuni dei suoi Stati membri abbiano aderito alla banca asiatica, in più occasioni l’Unione europea ha espresso dubbi sul suo operato. Nel maggio 2019, in un’audizione al Parlamento Ue, il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici ha dichiarato che l’Aiib deve operare nel rispetto degli standard finanziari, sociali e ambientali riconosciuti dalla comunità internazionale.

Fonte: AsiaNews,26/08/2020

Articolo in inglese:

Beijing’s Asian bank violating human rights, harming the environment 

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