L’inquinamento sul Fiume delle Perle “peggiore di quello di Pechino”

L’inquinamento sul Fiume delle Perle, nel sud della Cina, vicino a Shenzhen, è peggiore di quello di Pechino. Le fabbriche di scarpe e quelle di cosmetici che scaricano nelle acque sono i fattori principali delle scorie, pericolose per gli esseri umani. Wu Dui, ricercatore presso l’Accademia cinese per le Scienze meteorologiche, sostiene che le particelle di PM2,5 (particolato – polveri – disperse nell’aria di 2,5 microgrammi al metro cubo) presenti nell’atmosfera del fiume contengono elementi più dannosi di quelli del resto della Cina e del delta del Fiume Yangtze. L’uomo ha curato un rapporto insieme a esperti britannici sull’inquinamento dell’aria.
Secondo lo scienziato, l’allarme è stato lanciato 10 anni fa ma è stato ignorato dalle autorità: ora i tassi di decessi per attacchi cardiaci – provocati proprio dal particolato – sono aumentati in maniera esponenziale. Nella capitale cinese, piagata dallo stesso fenomeno, sono schizzati i casi di tumore ai polmoni e quelli di “tosse pechinese”, una patologia nuova indicata dai medici della capitale soprattutto nei bambini.
Circa 30 volte più sottile di un capello umano, la particella PM2,5 è stata per molto tempo “ignorata” dalle rilevazioni meteorologiche. Eppure, proprio la sua dimensione la rende deleteria per polmoni e bronchi. L’Organizzazione mondiale della sanità pone a 10 microgrammi per metro cubo il limite di normalità dell’aria: a Pechino nello scorso mese i livelli si aggiravano intorno ai 993 microgrammi per metro cubo.

Fonte: Asia News, 21 febbraio 2013

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