L’esercito cinese “deve essere sempre più fedele al Partito. Soprattutto in Tibet”

I soldati cinesi di stanza in Tibet “devono rimanere leali e fedeli in maniera assoluta alla leadership centrale comunista. Alla vigilia del 18esimo Congresso nazionale del Partito, servono sempre più sforzi per assicurare l’assoluta obbedienza dell’esercito al governo, oltre alla solidarietà, alla sicurezza e alla stabilità fra i soldati”. È l’appello lanciato dal vice presidente della Commissione centrale militare cinese, generale Guo Boxiong, durante l’ispezione alle truppe nella provincia himalayana. Il militare ha sottolineato l’importanza di una “maggiore educazione ideologica” per le forze armate, che devono mantenere una “consistenza ideologica e politica” che unisca il proprio settore alla leadership centrale comunista. Del viaggio ha dato conto l’agenzia di stampa cinese, la Xinhua, che tuttavia non ha specificato la data, la sede precisa dell’ispezione o la composizione della delegazione da Pechino. Si tratta dell’ennesimo segnale del timore che il governo centrale prova nei confronti del Tibet, una provincia che sin dall’occupazione ad opera dell’esercito maoista non ha mai accettato la piena integrazione con la Cina. Anche se il Dalai Lama e la diaspora tibetana non chiedono l’indipendenza – ma una “vera autonomia religiosa e culturale” – Pechino ha il terrore delle proteste e delle auto-immolazioni che si susseguono sin dal 2008. Anche l’appello del generale Guo non sorprende più di tanto. Nel corso del prossimo Congresso, previsto per ottobre, avverrà infatti la transizione del potere dalla Quarta generazione di Hu Jintao alla Quinta, che dovrebbe essere guidata dall’attuale vice presidente Xi Jinping. Il Partito comunista, che conta sempre meno sostenitori, ha la necessità assoluta di mantenere strettissimo il legame con l’esercito, unica vera garanzia per il mantenimento del proprio potere assolutistico. Secondo Antony Wong Dong, profondo conoscitore del mondo militare cinese, “il Congresso è un evento politico cruciale. Non sorprende che Guo abbia compiuto questa visita: si devono assicurare della stabilità politica e sociale nella regione, che non è solo un focolaio di tensione ma rappresenta anche l’avanposto sul confine con l’India”.

Fonte: Asia News, 17 luglio 2012

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.