Jiangxi, aperto (a porte chiuse) il processo contro gli attivisti anti-corruzione

Liu Ping, Wei Zhongping e Li Sihua sono membri del “Movimento Nuovi Cittadini”, che chiede ai leader comunisti di “dire la verità” riguardo ai propri guadagni e ai propri interessi commerciali. Gli avvocati denunciano irregolarità nel processo, che potrebbe chiudersi con una condanna a cinque anni per “assemblea illegale”.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – È iniziato questa mattina a porte chiuse il processo contro i tre attivisti anti-corruzione arrestati lo scorso aprile. I tre imputati – Liu Ping, Wei Zhongping e Li Sihua – erano stati in un primo momento accusati di “incitare la sovversione contro il potere statale”: l’accusa è poi divenuta quella di “assemblea illegale”. In realtà sono in carcere per aver chiesto ai leader politici di rendere noti i propri patrimoni ed interessi commerciali in nome della trasparenza, tema sostenuto anche dal nuovo presidente Xi Jinping.

Tutti e tre gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. Uno dei loro avvocati, Si Weijiang, spiega che l’accusa può portare a un massimo di 5 anni di carcere: “Ma si tratta di una cosa ridicola. I nostri assistiti non hanno fatto altro che farsi una fotografia fuori da casa loro”. Le “prove” contro i tre consistono infatti in un’unica fotografia – poi pubblicata su internet – degli imputati che reggono un cartello con sopra scritto: “Per favore, pubblicate la verità sui vostri guadagni”.

Si spiega che il processo (in corso nella provincia orientale del Jiangxi) è a porte chiuse: “Solo due familiari sono stati ammessi alla prima udienza. La corte ha violato i procedimenti sui processi”. La figlia di uno degli imputati, Liao Minyue, aggiunge: “Se la legge fosse davvero rispettata in Cina, questo caso non sarebbe mai dovuto arrivare in tribunale. Quindi non ho alcuna speranza per un verdetto corretto”.

Liu Ping è membro (gli altri due sono sostenitori) del “Movimento Nuovi Cittadini” fondato dall’avvocato e attivista per i diritti umani Xu Zhiyong, anch’egli in carcere dal 16 luglio scorso per avere chiesto maggiore trasparenza sui patrimoni dei politici. Liu e Wei dovranno anche rispondere del reato di “utilizzo di un culto malefico a danno della legge”: entrambi sono membri del movimento spirituale Falun Gong, che Pechino considera illegale.

Con questo ultimo caso salgono ad almeno 18 gli arresti contro i membri del movimento di Xu Zhiyong. La battaglia contro la corruzione fra i quadri del Partito comunista è stato il cavallo di battaglia del nuovo leader Xi Jinping, che ha più volte dichiarato di voler combattere abusi e malversazioni “a ogni livello” nella classe politica. Come sottolineano diversi analisti, però, queste parole sembrano destinate più a giustificare le lotte interne al potere che a estirpare il malcostume della classe dirigente.

Fonte: http://www.asianews.it/notizie-it/Jiangxi,-aperto-(a-porte-chiuse)-il-processo-contro-gli-attivisti-anti-corruzione-29705.html

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.