Jiang Zemin, 91 anni e 209 mila azioni penali per crimini contro l’Umanità

Epoch Times, 1 giu 18
Si può definire, a ragione, il capo politico più brutale, malvagio e crudele che la Storia moderna abbia mai visto. Nato il 17 agosto 1929, l’ex dittatore cinese Jiang Zemin è famoso anche per essere arrivato al potere tramite corruzioni e crimini, rivelandosi il tiranno più astuto e dissennato dei nostri tempi.

Il primo maggio 2015, l’adozione di una nuova legge ha dato la possibilità ai cinesi di denunciare un dirigente del Pcc, ancora in carica o dimesso. Da allora, un’ondata di azioni penali contro Jiang Zemin ha iniziato ad arrivare da tutta la Cina e da tutto il mondo: al 15 luglio 2016, oltre 209 mila cittadini cinesi avevano denunciato l’ex dittatore per crimini contro l’Umanità.

Non solo: Jiang è stato incriminato per genocidio, torture e crimini contro l’Umanità in 30 Paesi, tra cui Stati Uniti, Svizzera, Australia, Belgio, Spagna, Taiwan, Hong Kong, Germania e Canada. La valanga di procedimenti penali contro l’ex dittatore comunista, è la più rilevante azione giudiziaria internazionale in materia di diritti umani del 21esimo secolo.


©Epoch Times | Edward Dai

Durante il suo mandato come capo del Partito Comunista Cinese dal 1989 al 2002, ha causato danni incommensurabili alla Cina, toccando il fondo il 20 luglio 1999, quando ha personalmente ordinato un vero e proprio genocidio al fine di «annientare» il Falun Gong, antica pratica di meditazione fondata sui principi di verità, compassione e tolleranza.


©minghui.org

Da quello che risulta dai verbali del Pcc, in principio la maggior parte dei massimi dirigenti del Pcc e i rappresentanti del Politburo, si erano rifiutati di aderire alla persecuzione, sia per ovvia inopportunità politica, sia perché conoscevano i benefici della pratica spirituale e per le persone e l’intera la società. E, in diverse occasioni, prima del 1999, persino il regime comunista cinese aveva sostenuto il Falun Gong.


Ma la furia di Jiang non ha lasciato ai capi del Partito Comunista Cinese il minimo spazio di manovra. In una lettera ai dirigenti del Pcc Jiang scriveva testualmente: «I membri del Partito comunista, armati di marxismo, materialismo e ateismo, possono non sconfiggere il Falun Gong?».
Nel corso dei successivi vent’anni, centinaia di migliaia (se non milioni) di praticanti della Falun Dafa sono stati incarcerati senza processo (o dopo processi farsa), sottoposti a trattamenti disumani e a torture nelle prigioni, nei centri di detenzione e negli ospedali psichiatrici.

Nell’intento di distruggere il Falun Gong, la lucida follia omicida di Jiang Zemin è andata oltre ogni limite: ha mobilitato la polizia militare, la pubblica sicurezza e i servizi segreti, ha dirottato enormi quantità di risorse finanziarie e umane del proprio Paese per la sua personale campagna di terrore. Al fine di manipolare l’opinione pubblica contro il Falun Gong, ha usato il sistema di propaganda del Pcc per disinformare e diffamare questa innocua pratica spirituale.

Da questa campagna diffamatoria e di totale disinformazione, è emerso uno dei fatti più gravi: la falsa «autoimmolazione» di praticanti della Falun Dafa, inscenata a piazza Tiananmen il 23 gennaio 2001, diffusa in continuazione da Tv, radio e giornali di regime per inasprire la persecuzione.
Stranamente, un regime che aveva fatto di tutto per impedire l’informazione sui monaci buddisti tibetani che si immolavano davvero, ha messo in scena minuziosamente una falsa auto-immolazione installando persino telecamere su diverse angolazioni, per avere la certezza che tutti i cinesi fossero ‘informati’ della «follia» di quella che – dal luglio 1999 – gli organi di propaganda del Pcc avevano iniziato a definire una «pericolosa e malvagia setta».

La bufala è stata successivamente smascherata dall’Agenzia internazionale per l’educazione e lo sviluppo, presso le Nazioni Unite di Ginevra, e definita un «complotto» del governo cinese per ingannare il popolo cinese.

Nella sua opera di massacro, Jiang Zemin ha coinvolto anche le famiglie dei praticanti e i supervisori delle loro unità di lavoro. La direttiva era chiara: «rovinare la reputazione dei praticanti del Falun Gong, distruggerli finanziariamente e fisicamente» e, inoltre, «se un praticante è picchiato a morte, era, ed è ancora, considerato suicidio».


©Epoch Times | Benjamin Chasteen

Di conseguenza, le autorità di partito potevano fare qualunque cosa con i praticanti del Falun Gong. Ordinano perfino agli studenti di medicina e ai medici di prelevare forzatamente i loro organi, da vivi, e di vendere i corpi a certe imprese di ‘plastinazione’ di cadaveri.

Ethan Gutmann, noto scrittore investigativo statunitense, ha appurato con le sue inchieste che tra il 2000 e il 2005, circa 65 mila praticanti del Falun Gong sono stati uccisi in segreto per l’industria dei trapianti. Da allora, questo orrore ha continuato ad aumentare, fino al punto che oggi si calcola che siano stati effettuati tra un milione e 500 mila e due milioni e 500 mila trapianti. E tuttora continua.


Ethan Gutmann

Nel 2014, l’ex responsabile della Sanità dell’esercito cinese e capo del Dipartimento di logistica generale, Bai Shuzhong, nel corso di un’inchiesta sotto copertura condotta dall’Organizzazione americana di indagine sulla persecuzione del Falun Gong, ha confermato come sia stato Jiang Zemin in persona a ordinare il prelievo forzato di organi dai prigionieri di coscienza: «Allora, era l’ex primo ministro Jiang… c’era un ordine, una specie di istruzione, che diceva di fare quelle cose, i trapianti di organi… Perché allora, dopo che l’ex primo ministro Jiang ha emesso l’ordine, abbiamo lavorato contro il Falun Gong».


©Epoch Times | Benjamin Chasteen

Nel silenzio generale, il milionario di Hong Kong Zhu Keming, è stato uno dei primi a presentare coraggiosamente una denuncia penale contro Jiang, presso le più alte giurisdizioni cinesi, il 25 agosto 2000: «Numerose famiglie di praticanti sono state distrutte dalla persecuzione; alcuni uccisi per i loro organi, come possiamo restare indifferenti?».


Fonte: Epoch Times, https://www.epochtimes.it/news/jiang-zemin-91-anni-e-209-mila-azioni-penali-per-crimini-contro-lumanita/

Articolo in inglese: This 92-year-old dictator has 209,000 lawsuits piled up against him, and this is still happening

Traduzione di Francesca Saba

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