Italia sotto scacco. Forchielli striglia il governo su Cina e 5G

L’imprenditore e presidente di Mandarin Capital Partners: incredibile la relazione del Copasir su Cina e 5G, il governo dovrebbe tenere lontane le aziende cinesi ma non lo farà. L’Italia ha anticorpi ed è economicamente indipendente, ma Pd e M5S vivono una sudditanza verso Pechino.

Clamoroso, ma inutile. Per Alberto Forchielli, imprenditore e presidente di Mandarin Capital Partners, la relazione del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) che invita il governo a escludere le aziende cinesi dal 5G certifica una situazione di fatto. “Siamo sotto scacco – confida a Formiche.net – potremmo rialzare la schiena ma non succederà nulla”.

Forchielli, il Copasir non ha usato mezzi termini.

È incredibile. Voglio vedere se il governo gli darà retta. Ho i miei dubbi.

Perché?

Questo governo è in mano ai cinesi più di qualsiasi altro. Il Movimento Cinque Stelle e il Pd vivono un’autentica sudditanza psicologica verso la Cina. Un mix di mitologie sull’“Impero di mezzo” e la famosa “cooperazione win-win”, con un diffuso sentimento di antiamericanismo che scorre sotto traccia.

Sudditanza anche economica?

No, questo è il paradosso. Altri Paesi europei sono messi molto peggio di noi. Penso alla Germania, che ha in Cina il 30-40% del mercato auto e ha già installato la tecnologia Huawei.

In Italia Huawei è presente da anni.

Sì, hanno un migliaio di dipendenti, ma molto del clamore è dovuto alla campagna di stampa. L’Italia avrebbe gli anticorpi per dire di no alla Cina. Il problema è la dipendenza politica.

Però è un fatto che i cinesi siano nella nostra economia. Le faccio un esempio: State Grid ha il 35% di Cdp Reti.

Con quella quota non ci fanno nulla. Sono gli investimenti italiani in Cina a far la differenza. Un Paese sovrainvestito ha sempre delle partite commerciali facilmente individuabili e penalizzabili.

Ad esempio?

È il caso del turismo cinese in Thailandia e Corea, che è stato dirottato dal governo come ritorsione. L’Italia non è sovrainvestita, non ha una sovraesposizione al turismo cinese né altre partite come la vendita di sottomarini ed airbus. Senza contare che ha un pesante deficit di bilancia commerciale.

E il famoso memorandum sulla Via della Seta?

Non scherziamo. In quel documento c’è scritto tutto il dizionario italiano, cioè nulla. Non vincola in nessun modo il governo italiano a stare in silenzio. Come possono vendicarsi i cinesi? Bloccano le navi da crociera?

Insomma, i margini per fare da sé ci sono.

Tranquillamente. E infatti i cinesi si guardano bene dal minacciarci, perché farebbero il passo più lungo della gamba. Non possono minacciare di non comprare più i golfini Armani o la mortadella. Per loro fortuna oggi trovano in Italia un governo che gli facilita il lavoro.

C’è chi sostiene che un’esclusione diretta delle aziende cinesi dal 5G non sia fattibile.

Non esistono mezze misure. La settimana scorsa sono stato a Washington, ho parlato con alti funzionari del Dipartimento del Commercio che in questo momento si stanno occupando di Huawei. Mi hanno spiegato che con l’aggiornamento del software Huawei aggiorna milioni di codici, nessuno è in grado di verificare se ci sono o meno backdoor installate. L’unico modo per cautelarsi è non installare il suo equipaggiamento.

Quindi ora che succede?

Nulla, temo. Installeremo anche in Italia la tecnologia Huawei. L’occasione per raddrizzare una volta tanto la schiena ci sarebbe, ma non accadrà. Siamo sotto scacco.

Fonte: Formiche.net,19/12/2019

 

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