Categoria: Istituzioni nazionali e Internazionali

Legami tra aziende e Istituto Confucio: timori per l’influenza del Partito all’estero

I centri per la diffusione della lingua e cultura cinese sono finanziati soprattutto dal governo cinese. Anche le multinazionali di Pechino forniscono sponsorizzazioni o assistenza finanziaria. Libertà accademica, raccolta di dati sensibili e proprietà intellettuale: almeno 22 università americane hanno tagliato i ponti con l’istituzione.

Le imprese europee esortano l’UE ad adottare misure “difensive” contro le SOE ovvero le imprese statali cinesi.

La Camera di commercio dell’UE avverte che “un’economia di proprietà statale in ripresa” riceve più finanziamenti, contratti governativi e sussidi che mai! Chiede una sorta di “casseforti” per proteggere l’UE, come l’introduzione di nuove politiche e un migliore utilizzo delle leggi per offrire a Pechino maggiori incentivi per accelerare le riforme.

C’è del marcio nella Banca mondiale? Una storia di denari donati alla Cina per beneficenza che la Cina usa per opprimere le genti dello Xinjiang

Una lettera della Congressional-Executive Commission on China alla Banca mondiale solleva il problema ed esprime preoccupazione. “Foreign Policy” dice che non è la prima volta.

Come la Cina prevarica e blocca i meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani

Un rapporto dettagliato dell’UNPO documenta come Pechino (e altri regimi illiberali) impedisca ‒ legalmente e illegalmente ‒ che la voce dei perseguitati venga ascoltata a livello internazionale.

La Cina mette le mani sul settore agroalimentare. Dongyu, braccio destro di Xi Jinping, a capo della Fao

L’elezione del cinese Dongyu, braccio destro di Xi Jinping, a capo della Fao conferma il ruolo crescente della Cina nello scacchiere mondiale. Mentre l’Occidente investe nella cooperazione, la Cina in Africa costruisce strade. Ma non è una buona notizia.

C’è vita nella UE, e speranza per i perseguitati in Cina

L’emiciclo di Bruxelles ha approvato una risoluzione urgente su diritti umani e libertà religiosa nella terra del Drago Rosso. Plaudiamo, notando qualche mancanza.

Il governo italiano si schiera con la Cina, gli Stati Uniti fanno sentire il dissenso

Sarebbe il primo Paese del G7 e il primo membro fondatore dell’Europa ad aderire alla “Via della seta”. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca: “Siamo scettici che l’adesione del governo possa portare benefici economici durevoli al popolo italiano”. Pechino replica: “Giudizi assurdi”.