Inquinamento fuori controllo, la protesta dei media

Il livello drammatico di inquinamento raggiunto in alcune città cinesi viene sempre meno tollerato dalla popolazione e l’irritazione trova spazio crescente non solo su internet ma anche su molti media. “Per costruire una Cina fiorente bisogna iniziare dal respirare sano”, titola in prima pagina il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Partito comunista cinese. L’inquinamento atmosferico preoccupa sempre di più i cinesi e il dibattito crescente sulla questione viene definito “salutare” dal giornale China Daily. “In pieno processo di urbanizzazione è urgente per la Cina riflettere su come proseguire su questa strada senza che la qualità della vita quotidiana venga compromessa”, scrive il quotidiano in un editoriale.
Nel corso del finesettimana una densa cappa di inquinamento dovuto a polveri sottili ha avvolto il nord e l’est della Cina, obbligando le autorità a bloccare parzialmente il traffico e la popolazione a indossare maschere di protezione.
La densità delle particelle inferiori a 2,5 micron di diametro (PM 2,5), cioè le più pericolose, ha superato la soglia di rischio, fissata a 993 microgrammi per metro cubo, secondo il centro di sorveglianza dell’ambiente della capitale cinese. Le particelle PM 2,5 possono penetrare fino agli alveoli polmonari e di lì migrare nel sangue.
Oggi la televisione di stato CCTV continua a consigliare di non utilizzare la bicicletta per gli spostamenti a Pechino, dove la visibilità continua ad essere molto limitata. “Se continuiamo su questa starda, i danni a lungo termine saranno gravi”, ha scritto il Global Times. “L’inquinamento si aggrava in Cina” nonostante i provedimenti finora adottati, sottolinea il quotidiano.
La Cina, seconda economia del pianeta e primo mercato automobilistico mondiale, ha un parco industriale molto inquinante, un traffico stradale e aereo in costante espansione e, soprattutto, una politica ambientale quasi inesistente. Oltre il 70% dell’energia del Paese deriva dalla combustione di carbone, ciò che lo situa al primo posto fra i paesi responsabili di emissione di gas serra.

Fonte: La Stampa.it, 14 gennaio 2013

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