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Ingrosso Cinese, scoppia la bufera dopo l’aggressione alle troupe delle «Iene»

Ancora bufera sul China Ingross di corso Stati Uniti, da anni nel mirino delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali per la vendita di merce contraffatta, all’ingrosso ma anche al dettaglio e spesso senza emettere alcuna fattura o scontrino fiscale. L’altro giorno, durante la registrazione di un servizio, l’inviato della trasmissione tivù «Le Iene», Luigi Pelazza, è stato brutalmente aggredito da alcuni commercianti del complesso. La vicenda ha sollevato un vero e proprio vespaio, finendo per coinvolgere direttamente la politica. «Il pestaggio subito da Pelazza e dai suoi operatori – attacca Massimo Bitonci, segretario cittadino della Lega e capogruppo del Carroccio in Senato, che ieri ha depositato in parlamento un’interrogazione per chiedere la chiusura del centro cinese – dimostra come dietro allo smercio illegale e alla pratica dell’evasione fiscale ci sia una vera e propria organizzazione criminale, capace anche di atti violenti pur di tutelare i propri interessi».

La troupe delle «Iene», qualche settimana fa, si era recata (in incognito) al China Ingross ed aveva comprato alcuni giocattoli per bambini, scoprendo poi, dopo precise analisi, che al loro interno contenevano tracce di italati, composti chimici che risulterebbero nocivi alla fertilità. Ma, tornati sul posto per chiedere spiegazioni, Pelazza e colleghi si sono trovati di fronte una ventina di cinesi che non ha esitato a spaccare le telecamere e menare calci e pugni contro il giornalista e i suoi due operatori. «Chiediamo al Comune e alle forze dell’ordine di intervenire con drastici controlli per capire se esistano situazioni di illegalità», domanda il consigliere regionale dell’Idv Antonino Pipitone. Più duro il presidente dell’Ascom Fernando Zilio, che torna a chiedere la chiusura immediata del centro: «Con il pestaggio alla troupe de «Le Iene», si è superato ogni limite. A questo punto – scandisce il numero uno dei commercianti padovani – è una questione non più solo di autorizzazioni commerciali, ma anche di ordine pubblico e come tale va affrontata. E’ tempo di mettere fine a questo commercio fuorilegge».

Da Bruxelles, fa sentire la sua voce pure l’europarlamentare padovana del Pdl, Elisabetta Gardini: «Non possiamo tollerare che una struttura come questa continui ad operare impunita nella nostra città». «Da anni – sottolinea dal canto suo l’assessore alla Polizia municipale Marco Carrai – le forze dell’ordine, soprattutto la Finanza, dedicano al China Ingross un’attenzione particolare. E, per quanto ci compete, facciamo lo stesso anche noi. Detto questo, ovviamente, piena condanna dell’aggressione e altrettanta solidarietà alle «Iene». Pure se il loro modo di fare giornalismo, ammesso che davvero lo sia, non mi piace granché».

Riccardo Bastianello, Davide D’Attino

Fonte: Corriere del Veneto, 18 aprile 2013