Influenza aviaria, ancora decessi in tutta l’Asia

Cina, Vietnam e Cambogia tornano a vivere l’incubo dell’influenza aviaria. Mentre nell’Impero di Mezzo salgono sia i contagi che le vittime per il virus H7N9, il suo ceppo originale (H5N1) torna a uccidere: un bambino di 4 anni in Vietnam e altre 8 persone in Cambogia. Nel frattempo, rischia il collasso il mercato del pollame in tutta l’Asia.
L’ultima vittima cinese è stata confermata poche ore fa dalle autorità sanitarie: un uomo della provincia del JIangsu è deceduto dopo un breve ricovero. Intanto sono saliti a 24 i casi di influenza aviaria da virus H7N9 scoperti al momento in Cina: due pazienti provenienti sempre dal Jiangsu, un uomo di 85 anni e una giovane di 25, sono in condizioni critiche.
Dei 24 casi di infezione 11 sono stati segnalati a Shanghai, 8 nel Jiangsu, 3 nel Zhejiang e 2 nell’Anhui. Delle otto vittime cinque erano di Shanghai e due del Zhejiang. Per ora l’Organizzazione mondiale della sanità cerca di mantenere calma la situazione e conferma di nuovo che il nuovo ceppo virale “non si trasmette da uomo a uomo, ma solo attraverso il contatto con i volatili”.
Proprio questa particolarità ha distrutto l’industria locale del pollame. Secondo Qiu Baoqing, vice segretario generale dell’Associazione nazionale cinese degli allevatori di volatili, “l’impatto dell’epidemia è davvero devastante per noi. Il mercato sta crollando, anche se i prezzi scendono in maniera vertiginosa”.
Lo scorso anno in Cina sono stati prodotti 18 milioni di tonnellate di carne di pollame, il 20 % dell’intero mercato. Ma il settore, già colpito da una serie di scandali alimentari devastanti, sembra essere destinato al crollo totale.
Anche in Vietnam la situazione sembra peggiorare: dopo oltre un anno di assenza di casi, fonti mediche hanno annunciato la morte di un bimbo di quattro anni. “I test hanno confermato che il bambino è deceduto a causa del virus H5N1”, ha indicato un impiegato di un centro medico di Dong Thap nel sud del paese. L’ultimo caso era stato registrato nel febbraio del 2012.
In Cambogia invece le vittime sono più numerose, ma il governo sembra incapace di reagire. Dal 2005, anno in cui il virus H5N1 si è manifestato in Asia, le vittime totali sono state 27: dall’inizio del 2013 sono già arrivate a 8. Non si comprende il motivo di questo rapido aumento, tanto che un esperto dell’Onu dice: “Ci sono diversi pezzi mancanti a questo puzzle. Vedremo di fare il possibile”.

Fonte: Asia News, 9 aprile 2013

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