Incidente Malaysia Airlines, esercito cinese ne approfitta

Joshua Philipp,Epoch Times12.03.2014

Il volo Malaysia Airlines scomparso nei cieli il 7 marzo aveva a bordo 227 passeggeri, di cui 153 cinesi. La Cina sta cercando di capire cosa sia successo al velivolo, mentre i familiari cercano disperatamente di ottenere informazioni sui loro cari.

Allo stesso tempo altri interessi in Cina hanno iniziato a sfruttare la tragedia per propri fini.

Ad esempio l’esercito cinese sembra essersi adoperato rapidamente per procurarsi un vantaggio dalla tragedia. Dopo che due navi da guerra sono state inviate nella zona in cui si pensa sia precipitato l’aereo, l’influente ammiraglio Yin Zhuo ha suggerito che per la Cina sarebbe una buona idea costruire basi militari nelle zone contese del Mar Cinese Meridionale, nel caso si presentino altre missioni di salvataggio in cui la Cina è chiamata ad aiutare.

(Nella foto un pilota di un aereo vietnamita da trasporto  Domenica durante una ricerca dell’aereo di linea malese scomparso sabato)

Al dramma si aggiunge una lettera apparsa online, presumibilmente da un gruppo uiguro musulmano che avrebbe rivendicato le responsabilità del disastro aereo; ma dopo aver causato un iniziale scalpore, è stata in seguito screditata come un falso evidente con la probabile intenzione di giustificare l’escalation di tensioni etniche dopo il recente massacro di Kunming, attribuito a una «banda di terroristi violenti».

FAMIGLIE IN LUTTO

Giacché le ore sono diventate giorni senza alcun segno dell’aeroplano, la tristezza delle famiglie si è trasformata in rabbia. Domenica più di dieci familiari delle vittime si sono recati all’Ambasciata della Malesia a Pechino, chiedendo spiegazioni sull’accaduto. Hanno posto domande come: «Che cosa hanno fatto le autorità malesi nelle ultime 48 ore? Con la tecnologia odierna così avanzata, come è possibile che un aereo possa scomparire dai radar durante il volo? Quanto tempo ci vuole per sapere qualcosa?»

Domenica mattina nel corso di una conferenza stampa presso il Metropark Lido Hotel a Pechino, alcuni rappresentanti della Malaysian Airlines hanno riferito ai familiari di prepararsi al peggio. Secondo l’Evening Legal News, alcune persone sono scoppiate in lacrime, mentre altre sono svenute per il dolore. Il personale medico è subito intervenuto in loro aiuto.

ESERCITO IN MOVIMENTO

Una delle azioni immediate intraprese dai cinesi è stata quella di inviare due navi da guerra ‒ una d’assalto anfibio e una fregata missilistica ‒ per unirsi agli sforzi di ricerca. Sono state spedite dal porto della città di Zhanjiang, nel Sud della provincia cinese del Guangdong.

Dopo l’invio delle navi, l’ammiraglio Yin Zhuo della flotta dell’Esercito di Liberazione del Popolo (Pla), ha riferito alla stampa cinese che la Cina dovrebbe costruire dei porti nelle Isole Spratly, che potrebbero fungere da basi operative per il Pla. Le basi renderebbero le operazioni di soccorso nel Mar Cinese meridionale più facili, secondo una sintesi delle sue osservazioni pubblicata nel Global Times, un giornale nazionalista di Stato. Ha anche chiesto al regime cinese di costruire un aeroporto nella regione contesa.

Tuttavia le isole Spratly sono un arcipelago molto conteso nel Mar Cinese meridionale. Sei Paesi esercitano vari livelli di occupazione militare su alcune delle isole e la costruzione di una pista o di una base di atterraggio potrebbe inasprire le tensioni.

Se la Cina dovesse costruire le nuove basi operative del Pla nelle Isole Spratly, Yin ha riferito che il regime cinese potrebbe allora utilizzare la sua base militare a Sanya in provincia dell’Hainan come quartier generale per l’aviazione e la marina nell’area contesa, nel caso in cui in futuro si presenti la necessità di inviare navi di soccorso nel Mar Cinese Meridionale.

«STRATEGIA DEL CAVOLO»

La spinta ad estendere le operazioni in questa zona si integra alla già nota strategia cinese di aumentare l’influenza e il controllo sui territori contesi.

La Cina utilizza quella che il suo maggior generale Zhang Zhaozhong descrive come la «strategia del cavolo». L’ha delineata in un’intervista di maggio 2013 su una rete televisiva statale cinese, la cui trascrizione è stata pubblicata dal China Daily Mail.

Zhang ha riferito che per assicurarsi il territorio conteso, la Cina invia navi da pescanell’area, seguite da navi di sorveglianza della Marina, per poi stabilire infine navi da guerra. «L’isola viene quindi circondata strato per strato come fosse un cavolo… la strategia del cavolo ha preso forma».

«Molte cose… devi afferrare il momento giusto per farle», ha aggiunto.

Il bisogno della Cina di materializzare una maggiore presenza nelle Isole Spratly al solo scopo di soccorso è una proposta insolita, perché c’è già un forte contingente navale attorno alle Isole Spratly. Le isole, gli isolotti e gli scogli, sono occupati da: Cina, Filippine, Taiwan, Vietnam e Malesia. Taiwan ha una base di guardia costiera sull’isola di Taiping, la più grande delle Isole Spratly, completa di pista di atterraggio. La Cina ha una base di spionaggio di segnali elettromagnetici sullo scoglio di Subi. Ci sono basi e porti simili in tutta l’area.

LETTERA FALSA

Una delle piste più promettenti emerse dalle scarse informazioni attualmente disponibili riguardo a un possibile attacco terroristico è quella delle due persone imbarcatesi con passaporti rubati, sedute una accanto all’altra. Hanno comprato i biglietti assieme e avevano la necessità di passare per un italiano e un austriaco (le nazionalità ai quali i documenti rubati appartenevano).

Questo di per sé non prova nulla, ma in Cina è stato un trampolino di lancio per un tema più ampio. Dopo i recenti furiosi accoltellamenti nella città meridionale di Kunming, attribuiti a terroristi favorevoli alla secessione nella provincia cinese occidentale dello Xinjiang, vi è la tendenza a incolpare gli Uiguri musulmani ‒ il popolo nativo di quella regione che parla turco ‒ di qualsiasi atto terroristico.

La China Central Television, l’emittente di Stato, ha offuscato il nome di un passeggerosulla lista del volo, che si è rivelato essere Memetjan Abra, un pittore uiguro dello Xinjiang.

Poi è apparsa online una lettera che sembra rivendicare la responsabilità dell’incidente aereo. La lettera, intitolata ‘Annuncio e spiegazione dell’incidente del volo malese MH370’, riferiva che l’aereo era stato fatto precipitare in «risposta alla crudele persecuzione del Governo cinese nei confronti del proprio popolo, inclusi gli Uiguri». Il Governo malese è responsabile al 40 per cento, mentre quello cinese ha il 60 per cento della colpa, riferiva sempre la lettera.

Ma alcuni segni rivelatori circa la lettera ‒ la completa assenza di informazioni sul come l’aereo sarebbe stato dirottato, il server di posta elettronica dalla quale proveniva, e un modo di scrivere che sottolineava il controllo cinese sullo Xinjiang in generale piuttosto che sul Turkestan orientale ‒ sembravano confermare l’impressione di un falso evidente.

Comunque il coinvolgimento dei terroristi ‒ che siano a sostegno dell’indipendenza dello Xinjiang o di qualche altra regione ‒ non è stato escluso: l’aereo è scomparso dal contatto con la civiltà in condizione meteo serene, a seguito di quello che deve esser stato un incidente improvviso. Nessuno da terra ha ricevuto alcun segnale di soccorso.

Fonte,Epoch Times:http://www.epochtimes.it/news/incidente-malaysia-airlines-esercito-cinese-ne-approfitta—125724

English version,click here:
Chinese Military Opportunistic in Malaysia Airlines Disappearance

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