Incertezza e perdite in borsa, per la cacciata del ministro delle Ferrovie

Emergenza per le ferrovie cinesi, dopo che il 12 febbraio il ministro Liu Zhijun ha lasciato l’incarico per accuse di corruzione. Oggi le società del settore hanno subito pesanti perdite in borsa, nonostante l’incontro urgente al ministero di sabato notte 12 gennaio che ha nominato Sheng Guangzu al posto di Liu. Sheng, in un’immediata teleconferenza, ha insistito sull’importanza di mantenere la sicurezza e la stabilità delle ferrovie e ha ribadito la sintonia con il presidente Hu Jintao, ma non ha indicato se ci siano progetti a rischio. Le ferrovie godono di massicci investimenti statali e le società che realizzano le opere sono tra le più solide. Ma oggi la China South Locomotive and Rolling Stock Corporation ha perso il 6,2% all’apertura della borsa di Hong Kong. Alla borsa di Shanghai la China North Locomotive and Rolling Stock Corporation ha perso il 5,8%. Pure in perdita le azioni di settori collegati, anche se analisti dicono che il calo dipende anzitutto dall’impatto psicologico e invitano ad aspettare i prossimi giorni. Liu ha lasciato l’incarico di ministro e quello di segretario del Partito comunista del ministero dopo l’accusa di “gravi infrazioni disciplinari”, espressione che indica corruzione. La scarsità di notizie alimenta l’incertezza degli investitori sulle possibili conseguenze per il settore ferroviario, pure considerato centro di potere indipendente persino rispetto a Pechino. Il ministero ha circa 3 milioni di dipendenti e gestisce fondi per molti miliardi di yuan: nel Piano Quinquennale 2011/2015 sono previsti investimenti per 3.500 miliardi di yuan, per giungere nel 2015 a una rete ad alta velocità di 25mila chilometri. Ha proprie scuole, ospedali e servizi di telecomunicazione. Ha un contratto di 13 miliardi di dollari per costruire ferrovie in Iran. Il ministero peraltro ha forti investimenti in settori estranei alle ferrovie, come commercio, immobili, alimentari e distribuzione di autovetture. Liu ha sempre operato nel settore: direttore degli Uffici Ferrovie di Henan e Liaoning, vice ministro dal 1996 al 2003, poi ministro. E’ passato indenne nonostante ripetute accuse di scarsa competenza, ad esempio per la scarsa sicurezza delle ferrovie. Secondo dati ufficiali, nel 2005 in Cina sono morte 7.300 persone (20 al giorno) per incidenti ferroviari. Nel 2008 nello Shandong ci fu un grave incidente, con 72 morti e 416 feriti, con grandi proteste popolari. Liu è pure rimasto al suo posto nonostante gli immensi disagi per il Nuovo Anno Lunare 2008, quando la neve ha paralizzato le ferrovie e bloccato milioni di migranti per giorni nelle stazioni. Nell’aprile 2006 suo fratello minore Liu Zhixiang, capo dell’Ufficio Ferrovie di Wuhan, è stato condannato a morte, con pena sospesa, per avere pagato un sicario per uccidere chi lo aveva accusato di corruzione. La storia di Liu conferma la difficoltà della Cina a estirpare la diffusa corruzione, nonostante da anni i suoi leader proclamino tolleranza zero. Liu è sotto inchiesta dal 2006, ma ha conservato immutato finora il suo potere. Nel 2010 la Commissione Disciplina ha punito per illeciti disciplinari 146.517 funzionari. Esperti osservano che la corruzione non può essere estirpata con gravi pene, ma solo garantendo maggiore potere di critica dei cittadini e democrazia.

Fonte: Asia News, 14 febbraio 2011

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