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In Cina crollano un palazzo e un ponte, è polemica sulla sicurezza delle costruzioni

Le autorità di Shanghai indagano su 9 persone per il crollo del palazzo in costruzione nel distretto Minhang a Shanghai. Il 27 giugno all’alba l’edificio è caduto giù senza spezzarsi uccidendo un operaio. L’incidente riaccende la polemica sul rispetto delle misure minime di sicurezza nelle costruzioni cinesi.

Esperti commentano che sono stati mal costruiti i pilastri, che dovevano essere posti in profondità nel terreno, poco solido perché non lontano dall’acqua, e che sono stati “sradicati”. L’agenzia statale Xinhua punta il dito contro la costruttrice Shanghai Meidu Real Estate, che ora è sottoposta a severi controlli. Sono sotto indagine i responsabili e gli esecutori dell’opera. Alla società è stata inibita la vendita degli altri immobili che sta costruendo e sono stati congelati i suoi conti bancari. Nel palazzo di 13 piani aveva già venduto 489 dei 629 appartamenti e ora i proprietari chiedono risarcimenti.

Intanto stamattina è crollato un ponte sul fiume a Tieli (Heilonjiang), ma gli immediati soccorsi hanno tratto in salvo le persone finite in acqua con i loro veicoli. Il sindaco Zhang Yang spiega che il ponte era stato revisionato nel 1997 e dice che il crollo è stato causato dall’eccessivo carico per un autocarro che portava materiale da costruzione.

E’ polemica per la sicurezza delle costruzioni cinesi, famose per crescere veloci come funghi, ma sempre più spesso soggette a disastri gravi che ne mostrano carenze costruttive. Molti esperti accusano funzionari corrotti di intascare i fondi per l’edilizia pubblica, permettendo l’uso di materiali scadenti e trascurando i controlli di sicurezza. Il problema è emerso almeno dal 1976, quando il terremoto di Tangshan causò oltre 240mila morti. Sono state introdotte rigide norme per la sicurezza degli edifici, ma questo non ha impedito che nel terremoto in Sichuan nel maggio 2008 centinaia di scuole crollassero come budini di tofu, uccidendo migliaia di studenti. I genitori delle vittime hanno notato che i palazzi intorno sono rimasti in piedi e hanno accusato le autorità di essersi appropriate dei fondi per l’edilizia. Pechino, dopo avere promesso serie indagini, in seguito ha concluso che i crolli dipendono solo dalla violenza del terremoto, senza divulgare l’esito delle indagini.

Pure sotto accusa è il sistema dei sotto-contratti: grandi ditte costruttrici si accaparrano molti ricchi appalti di opere, ma poi li cedono a ditte più piccole che spesso operano in economia e sono protette dal buon nome e le ottime conoscenze dell’impresa famosa.

fonte: AsiaNews, 30 giugno 2009