In agosto il processo a Bo Xilai, accusato di corruzione, ma soprattutto di sfidare Pechino

Xinhua afferma: “Ha minacciato il potere centrale”. Bo è accusato di aver incamerato oltre 20 milioni di yuan. Silenzio sulle sue responsabilità nel coprire l’assassinio del britannico Heywood, avvelenato dalla moglie di Bo, Gu Kailai. Il processo dovrebbe svolgersi a metà agosto a Jinan (Shandong). Ma i giudici sono “scomparsi” e gli avvocati difensori non hanno il permesso di incontrare il loro cliente.

Pechino (AsiaNews) – L’ex capo del Partito di Chongqing, il già potente Bo Xilai, è stato accusato ufficialmente di corruzione e abuso di potere. Si prevede che il suo processo sarà celebrato verso metà agosto a Jinan, capoluogo dello Shandong, da dove è partita l’accusa.

Secondo la Xinhua – che cita il testo dell’accusa – Bo ha “incamerato una vastissima quota di fondi pubblici ed abusato del suo potere di ufficio, causando in maniera molto grave pesanti perdite all’interesse della nazione e del popolo”.

Voci non ufficiali dicono che Bo abbia accettato mazzette fino a 20 milioni di yuan (circa 2 milioni di euro), incamerando altri 5 milioni di yuan e esercitando abusi senza fine.

Un fatto molto curioso: nell’accusa non si nominano per nulla le sue responsabilità nel coprire l’uccisione di Neil Heywood, un faccendiere britannico, avvelenato dalla moglie di Bo Xilai e per questo condannata lo scorso agosto. Altri fatti “curiosi” sono che dallo scorso anno, da quando è stato dimesso dal Politburo ed espulso dal Partito, lo scorso aprile, Bo è scomparso nelle mani della polizia. Pur avendo garantito un “processo giusto”, le autorità lo hanno tenuto segregato fino ad oggi e non gli hanno mai permesso di incontrare i due avvocati difensori. I giudici che devono presiedere al processo sono “scomparsi” da Jinan: con molta probabilità vengono istruiti dal Partito sul modo in cui condurre il dibattimento e la sentenza.

Analisti spiegano che tutta la cautela e il segreto riversati nel caso sono dovuti al fatto che in questo processo il Partito rischia di “processare se stesso” e tutta la generazione dei “principini” – i figli dei grandi del Partito – che come Bo si sono arricchiti alle spalle della popolazione, sfruttando influenze e potere.

In più, Bo Xilai è ancora molto amato a Chongqing, dove è ricordato per la sua campagna contro la mafia locale e per i suoi programmi di edilizia popolare, oltre che per un revival populista del maoismo.

Essendo stato membro del Politburo – con speranze di divenire perfino segretario generale del Partito – Bo è la personalità di più alto grado ad essere processata negli ultimi anni. Prima di lui, nel 2008, è stato processato Chen Liangyu, segretario del Partito a Shanghai, per aver intascato milioni di yuan e manipolato somme pari a diversi miliardi di euro.

Un commento pubblicato oggi sulla Xinhua spiega il motivo della caduta in disgrazia del figlio di Bo Yibo: era divenuto troppo potente. “L’esperienza storica della Cina – spiega l’articolo – ha mostrato di continuo che la stabilità a lungo termine della nazione può essere assicurata solo proteggendo l’autorità della leadership centrale”.

La sfida al potere centrale è il vero crimine, non la corruzione, così diffusa fra tutti i membri del Partito.

di Wang Zhicheng, AsiaNews, 25 Luglio 2013

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