In 30 anni, 50 miliardi di dollari sottratti allo Stato cinese e riciclati all’estero

L’Ufficio ispettivo denuncia che oltre 4mila funzionari hanno portato denaro all’estero, con l’aiuto di gruppi criminali. Intanto Pechino annuncia nuovi successi contro la corruzione, ma esperti ritengono trattarsi di manovre politiche.

Almeno 4mila funzionari e dirigenti cinesi sono “scomparsi” negli ultimi 30 anni, sottraendo circa 50 miliardi di dollari (34,4 miliardi di euro) di fondi pubblici.

Per portare all’estero il denaro e “pulirlo”, i funzionari cinesi si sono serviti di gruppi criminali, soprattutto in Stati Unite e Australia, secondo quanto riferiscono oggi i media statali. I dirigenti disonesti hanno così potuto riciclare le somme in acquisti immobiliari e persino procurarsi nuove identità false. Ora gli ispettori stanno indagando sui viaggi all’estero di oltre 300 funzionari.

Tra i casi più clamorosi, c’è la scomparsa di Yang Xianghong, dirigente del Partito comunista di Wenzhou, sparito nel 2009 mentre era in Francia. Sua moglie è stata arrestata, con l’accusa di avere partecipato al tentativo di riciclare 20 milioni di yuan (circa 2 milioni di euro).

Da anni la leadership cinese ha dichiarato tolleranza zero contro la corruzione e spesso i media riportano clamorosi successi contro funzionari disonesti. Ma la corruzione non pare diminuire.

A fine dicembre l’ufficio ispettivo ha dichiarato che Zhang Chunjiang, vicepresidente della China Mobile, leader per le telecomunicazione, è sotto “seria indagine amministrativa”, termine che in genere indica accuse di corruzione. Zhang ha un ruolo equivalente a un viceministro statale, anche se fonti di stampa ritengono che le accuse riguardino la sottrazione di circa 20 miliardi di yuan quando dal 2003 è stato presidente della China Netcom Group, ditta di Shanghai leader in comunicazioni e internet che alla fine del secolo scorso era controllata da Jiang Minkeng, figlio dell’allora presidente Jiang Zemin.

Il 31 dicembre il Dipartimento Usa di Giustizia ha annunciato che la statunitense UTStarcom, gestore di telecomunicazioni, ha accettato di pagare 3 milioni di dollari di multa in relazione ad accuse di corruzione a carico di funzionari della sua sussidiaria cinese.

Esperti sono scettici circa l’effettivo valore di simili risultati e osservano che spesso finiscono sotto accusa per corruzione soprattutto i dirigenti non graditi alla leadership cinese, anche in vista del 18° Congresso del Partito Comunista fissato per il 2012.  Altri esperti dicono che si potrà davvero combattere la corruzione solo quando si darà maggior attenzione alle doglianze dei cittadini contro funzionari disonesti, oggi spesso censurate o non ascoltate.

Fonte: AsiaNews, 11 gennaio 2010

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.