In 10 anni quasi raddoppiati i bambini cinesi nati con malformazioni

Le autorità hanno chiuso la fabbrica di batterie Huaqiang a Longyan (Fujian) dopo che nel sangue di oltre 120 bambini residenti nelle vicinanze è stato riscontrato avvelenamento da piombo. Da qualche tempo il governo cinese è più vigile sulle industrie, dopo innumerevoli casi di danni gravi alla salute di intere comunità e dopo che il diffuso inquinamento è sotto accusa per il rapido aumento di bambini nati con malformazioni.

L’agenzia statale Xinhua dice che ora la fabbrica è sotto inchiesta e dovrà pagare le spese mediche per i ragazzi con meno di 14 anni che vivono nella zona, ora tutti sottoposti ad accertamenti diagnostici. Finora su 287 bambini esaminati, 121 hanno mostrato alti livelli di piombo nel sangue. Il piombo nel sangue provoca vomito, inappetenza e crea danni permanenti al cervello.

In Cina la rapida crescita economica è avvenuta anche trascurando il grave inquinamento ambientale, che colpisce soprattutto i bambini. Ad agosto migliaia di bambini residenti vicino fonderie nello Shaanxi e nell’Hunan hanno pure mostrato avvelenamento da piombo nel sangue. Sono stati anche arrestati due dirigenti della fonderia dell’Hunan.

La nascita di bambini con malformazioni è quasi raddoppiata nell’ultimo decennio (con malformazioni al cuore, con numero di dita in eccesso, eccetera) e tra le cause è indicato l’elevato inquinamento.

Solo a Pechino la percentuale è stata di 170 su 100mila nascite, molto maggiore della media mondiale. Più in generale, uno studio del 2007 della Banca mondiale dice che ogni anno in Cina ci sono almeno 460mila morti per l’inquinamento di aria e acqua. La mortalità per tumore nel 2006 è salita del 19% nelle città e nel 23% nelle zone rurali, rispetto al 2005. L’85% dei tumori colpisce l’apparato digerente. Secondo i media le spese per le cure mediche anticancerogene è pari a 100 miliardi di yuan (oltre 10 miliardi di euro), circa il 20% dell’intera spesa sanitaria cinese.

Per lungo tempo le autorità locali hanno rifiutato di prendere qualsiasi iniziativa contro le fabbriche inquinanti e hanno invece perseguitato chi denunciava l’inquinamento. Ma l’opinione pubblica è sempre più furente, specie per la diffusione del fenomeno. E’ ancora fresco il ricordo del latte alla melamina, sostanza usata nell’industria plastica con cui grandi ditte casearie cinesi adulteravano il latte in polvere per neonati. Nel 2008 oltre 300mila bambini hanno riportato problemi ai reni e ci sono stati almeno 5 morti.

I governi locali iniziano ora a prendere provvedimenti anche nei confronti delle ditte più inquinanti, ma continuano a muoversi solo dopo denunce dei locali. Spesso i residenti per ottenere tutela devono scendere in piazza e manifestare.

Fonte: AsiaNews, 28 settembre 2009

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