Impatti “devastanti” per la quinta diga cinese sul Mekong

In gran segreto la Cina ha ultimato il quinto mega-impianto idroelettrico (N?a Trác Ð?) nell’alto Mekong, che avrebbe dovuto essere completato – secondo i piani – entro la fine del 2012. Per gli ambientalisti rischia di sconvolgere ancor di più l’ecosistema della regione indocinese, stravolgendo la vita di 60 milioni di individui e minacciando l’esistenza delle generazioni future. A lanciare l’allarme è il centro studi Stimson, con sede a Washington (Usa), secondo cui la diga di Nuozhadu, nella provincia cinese dello Yunnan – assieme agli altri quattro sbarramenti realizzati in precedenza – ha già mutato idrologia, flora e fauna del corso d’acqua lungo quasi 5mila km. Una volta ultimato, l’impianto è in grado di produrre circa 24mila GW di energia all’anno. Una manna per Pechino, da sempre alla ricerca di nuove fonti per sostenere la produzione industriale, per la cui costruzione ha cacciato dalle proprie terre quasi 50mila persone. Al tempo stesso, una grave minaccia per le popolazioni e per l’ambiente nell’area del basso Mekong, dove il fiume tocca diverse nazioni prima di concludere la sua corsa in territorio vietnamita, nell’omonima regione del delta. Dallo studio pubblicato dal centro ricerche Stimson emerge che la diga causerà “danni certi” a Myanmar, Laos, Thailandia, Cambogia e lo stesso Vietnam. Per gli esperti essa “muterà il corso del fiume”, causando enormi danni allo sviluppo agricolo delle aree sottostanti. In particolare, sarà proprio la regione del basso Mekong, in territorio vietnamita, a subire i problemi più grossi, con l’acqua salata proveniente dal mare che invaderà porzioni sempre crescenti del delta. Milton Osborne, esperto australiano del Lowy Institute, conferma l’impatto “devastante” del quinto mega-progetto cinese sul Mekong. Egli respinge inoltre le affermazioni di Pechino, secondo cui la Cina controlla “solo” il “13,5% del volume complessivo delle acque”; lo scienziato precisa infatti che “il dato sale fino al 40% nella stagione secca” e per questo ha “conseguenze enormi” sulla parte bassa del corso d’acqua. Da anni sono discusse le conseguenze delle dighe idroelettriche realizzate e progettate sul fiume Mekong, fonte di pesce ed acqua e via di trasporto per milioni di persone. Nel basso Mekong, che attraversa Thailandia, Laos e Cambogia, ci sono progetti per 12 dighe idroelettriche. Tuttavia, a destare maggiore preoccupazione sono le molte dighe costruite e progettate in Cina, dove il fiume nasce e scorre per un lungo tratto. Pechino è spesso accusata di non essere “trasparente” nei rapporti relativi alle proprie dighe, nonostante il diritto internazionale affermi l’obbligo di fornire informazione sui lavori a monte di un fiume, se i Paesi a valle ne possono subire conseguenze.

Fonte: Asia News, 8 ottobre 2012

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