Il Southern Weekend vince la sua battaglia contro la censura

Dopo quasi 3 giorni di scioperi e manifestazioni, i giornalisti del Southern Weekend hanno vinto la loro battaglia. Il governo provinciale si è infatti detto pronto a rimuovere dal suo posto Tuo Zhen, il capo della propaganda provinciale, e ha annunciato che non ci saranno punizioni o ritorsioni per la protesta pubblica inscenata proprio dal giornale; in cambio, la redazione ha ripreso il lavoro. A trattare, secondo diverse fonti, sarebbe stato Hu Chunhua, astro nascente del Partito che ha preso le redini del governo circa due settimane fa. Lo sciopero è stato dichiarato dopo il numero del primo gennaio. Il Southern Weekend, uno dei giornali più seguiti di tutta la Cina, voleva pubblicare un editoriale a favore della Costituzione cinese “unica strada” per la grandezza del Paese. Il capo del dipartimento propaganda Tuo Zhen – un tempo giornalista d’assalto – ha invece imposto un testo elogiativo verso il Partito, che “sta avvicinando sempre più il popolo cinese ai suoi sogni”.
Subito dopo questa enorme interferenza, i giornalisti hanno chiesto giustizia al governo e si sono messi in sciopero: in modo particolare, dicono ora, ha urtato la loro sensibilità la frase citata e il fatto che l’editoriale sia stato messo persino in prima pagina. A loro sostegno sono scesi in piazza migliaia di cittadini comuni – che hanno manifestato davanti alla redazione – e persino alcune star del cinema cinese, fra cui Yao Chen (che cita Solzhenitsyn nel suo blog a sostegno del giornale) e Chen Kun.
La risposta non si è fatta attendere. I “lealisti” del Partito comunista – divisi fra i “giovani arrabbiati” e la vecchia guardia – hanno definito “traditori” i manifestanti, che insistono sulla necessità di una stampa libera. Ieri, secondo giorno consecutivo di manifestazioni, davanti alla redazione del giornale i due gruppi si sono scontrati: la polizia ha assistito senza intervenire.
Nelle trattative non è stata definita del tutto la sorte di Tuo Zhen, il vero obiettivo dei giornalisti che in due lettere aperte al governo lo accusano di essere ancora più duro nell’applicare la censura di quanto non lo sia il Comitato centrale del Partito. Secondo alcune fonti – citate da Reuters – il Segretario provinciale Hu si sarebbe accordato per una sua rimozione ma solo “più avanti nel tempo”, in modo da non perdere la faccia.
In ogni caso, la risonanza di questa protesta ha scosso la nuova leadership comunista. La “Quinta generazione” guidata da Xi Jinping, infatti, si è insediata sull’onda di una ventata riformista: il Paese e il mondo intero attendono con ansia le prime decisioni ufficiali attese per marzo, quando i nuovi dirigenti entreranno in carica. Per ora, dicono alcuni analisti, la gestione delle proteste del Guangdong “lascia ben sperare”.

Fonte: Asia News, 9 gennaio 2012

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