Il riconoscimento facciale? Non risolve i problemi. Cerchiamo altre strade di Bruce Sterling

Bruce Sterling, celebre saggista e autore di fantascienza, parteciperà a Onlife a Milano. Ecco un suo articolo su una delle tecnologie che potrebbero condizionare le nostre società future.

Alla base di tutto, anche delle recenti applicazioni urbane, c’è il riconoscimento facciale e più in generale quello della figura umana. Si tratta di uno di quei campi nei quali l’intelligenza artificiale sta facendo passi importanti. Era una delle funzioni dei Google Glass, presentati nel 2013. Li indossavi e guardando il volto di qualcun altro appariva in sovrimpressione un avviso che diceva chi era. Meraviglioso!

Era una delle tante cose che la gente odiava dei Google Glass. Trasformare i volti delle persone nell’equivalente di biglietti da visita sembrava amorale. E sarebbe altrettanto fastidioso avere un sistema che guardandoti per strada ti propone pubblicità personalizzata. Trasformerebbe la tua faccia in una piattaforma per lo spam. Quindi, anche se è facile da realizzare oggi, le aziende lo hanno fino ad ora evitato di costruire sistemi simili. Ma hanno già la tecnologia necessaria: Facebook ha “Deep Face”, Amazon ha “Rekognition”, Apple ha ” Face ID” per l’iPhone. E al di fuori dei grandi dell’hi- tech ci sono un sacco di startup che con applicazioni redditizie come Face-First, Face2Gene, Railer, Luxand e FacePhi.

Poi ci sono i cinesi, fra i più grandi appassionati al mondo di riconoscimento facciale. Stavano andando bene fino a quando l’amministrazione Trump ha deciso di dichiarare la sua guerra commerciale. Hikvision, Megvii, iFlyTek, Zhejiang, Dahua Technology, Meiya Pico e Yitu Technology erano in voga sia presso il governo cinese sia presso investitori stranieri proprio a causa delle loro soluzioni applicabili agli spazi urbani. Basti pensare al ruolo che hanno svolto quelle tecnologie nello Xinjiang musulmano: gli Uiguri sono diventati gli animali da laboratorio di un vasto esperimento basato sul riconoscimento facciale. La Hikvision, che ama particolarmente le videocamere con riconoscimento facciale montate sui droni, è la compagnia più facile da biasimare. Ma Megvii, che ha un’intelligenza artificiale avanzata e molti brevetti, è probabilmente ben più inquietante.

I cinesi vedono il riconoscimento facciale come un vantaggio strategico. Inoltre, possono vendere la loro tecnologia ad altri governi autoritari, dal momento che è a buon mercato, funziona abbastanza bene e, quando applicata con discrezione, non spaventa direttamente i civili. Il governo cinese intende inserire i sui 1,4 miliardi di cittadini in un database. Non solo. I servizi di intelligence probabilmente aggiungeranno chiunque altro passi davanti ad una loro videocamera.

Tuttavia, questa tecnologia non è una soluzione magica per evitare disordini e potrebbe anche essere usata per le lotte di potere interne. Ma il peggio arriverà quando ( non se) da questo enorme archivio verranno sottratti dei dati. Sono in tanti ad essere interessati, soprattutto i numerosi nemici della Cina: grazie a quelle informazioni ad esempio si potrebbe inquadrare la folla di piazza del Duomo a Milano con lo smartphone e sapere tutto dei turisti cinesi presenti.

Con un database del genere nelle mani dei nemici, i cinesi scopriranno quindi che, dopo tanto lavoro e ingenti investimenti, si sono trasformati in uiguri.

Il motto di Hikvision è “Vedi lontano, vai oltre”. Ma se guardi abbastanza lontano, potresti capire che questa strada è meglio non prenderla.

Bruce Sterling, (1954), è saggista e autore di fantascienza americano, considerato uno dei “padri” del genere cyberpunk. Guarda la biografia

Fonte: La Repubblica,19/09/2019

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