Il regime cinese pone restrizioni sulle petizioni

Lu Chen, Epoch Times0 3.03.2014
Il Partito Comunista Cinese ha proposto ed emanato una nuova ordinanza che mira a bloccare una delle ultime possibilità di rivalsa per quei cinesi disperati che protestano contro gli abusi dello Stato.

‘Fare petizioni’ è un’antica pratica cinese che è stata adottata e modificata dalle autorità comuniste: ciò significa che quelle persone con delle rimostranze nei confronti dei funzionari che hanno commesso degli abusi, possono appellarsi alle autorità di livello superiore. Migliaia di petizionisti affluiscono a Pechino durante tutto l’anno nel tentativo di ottenere giustizia.

Nella foto un uomo disperato mostra il suo ricorso ai giornalisti di Reuters vicino all’Ufficio di Stato per le petizioni , che gestisce le documentazioni dei firmatari provenienti da tutta la Cina, Pechino 23 luglio 2013.

Adesso una nuova proposta ha intenzione di vietare quelle petizioni che tentano di ‘scavalcare’ le autorità locali e anche tutte quelle che riguardano quei casi che sono anche nei tribunali.

Le restrizioni vengono viste come un duro colpo contro la popolazione vulnerabile e disperata della Cina.

Xu Shaolin, un analista indipendente di Pechino, ha detto: «Il nuovo regolamento di fatto toglie a quelle persone in cerca di giustizia l’ultima speranza di ottenerla».

Xu domanda su Sina Weibo [la versione cinese di Twitter, ndt]: «Che cosa dovrebbero fare i petizionisti quando i governi locali non considerano le loro petizioni? Che cosa dovrebbero fare quando i tribunali rifiutano di mettere agli atti i loro casi? Dove possono ottenere un risarcimento per i loro malcontenti?»

VIETARE LO SCAVALCAMENTO

Le petizioni che ‘scavalcano’ sono largamente utilizzate da quei cinesi che hanno subito una qualche ingiustizia da parte dei dirigenti corrotti nel loro paese. Si recano all’Ufficio statale di Lettere e Appelli di Pechino con loro denuncia.

Il regolamento vieterebbe tutto ciò al fine di «risolvere i problemi a livello locale, evitando i conflitti derivanti dal rivolgersi ai livelli più alti e mantenendo così l’ordine sociale».

L’avvocato cinese Li Xiangyang, in un’intervista a New Tang Dynasty Television di New York, ha detto che la gente scavalca il governo locale per una ragione: «Quei cittadini che vanno a Pechino per chiedere giustizia inizialmente non avevano bypassato il governo locale, ma ci vanno dopo essersi appellati per anni nella loro contea locale o provinciale, senza averla ottenuta».

L’intero sistema delle petizioni è un tampone sociale che assorbe i conflitti diretti tra il popolo e lo Stato e sostanzialmente non risolve nessuno di questi problemi.

Gli esperti dicono che «una completa autorità della legge, un sistema giudiziario indipendente e un Governo corretto sarebbero la soluzione ideale alle cause del malcontento».

Yu Jianrong, direttore del Centro di ricerca dei problemi sociali presso l’Accademia cinese delle Scienze sociali, ha detto: «Riportare le funzioni di risoluzione dei problemi alla magistratura… e infine abolire il sistema delle petizioni. Questo è il modo per venirne fuori».

È opinione diffusa tuttavia, che fino a quando il Partito Comunista insisterà sul monopolizzare il potere politico sarà impossibile avere degli organi giudiziari completamente indipendenti.

FERMARE LE SOLLECITAZIONI AI TRIBUNALI

Fare le petizioni è in alcuni casi utilizzato come un modo per fare il giro dei tribunali, cosa che il nuovo regolamento vuole vietare.
Li Xiangyang ha detto: «Ci sono così tante vertenze che si sono poi trasformate in petizioni a causa della parzialità della magistratura. Altrimenti la gente non le farebbe».

Huang Qi, cofondatore dello Human rights center di Tianwang, ha detto: «Bloccare la possibilità di fare le petizioni inasprirà semplicemente le tensioni».

Ha spiegato a Radio Free Asia: «Il sistema delle petizioni in Cina è stato creato per dare alla gente una speranza. La gente comincia con l’avere speranza, poi rimangono delusi e infine, si ritrovano disperati».

Ha poi aggiunto: «Se Pechino blocca tutti i mezzi dei petizionisti per esprimere le loro rimostranze, penso che le persone probabilmente intraprenderanno metodi ancora più estremi… a quel punto, sarà l’intera società cinese a essere la vittima».

Fonte: Epoch Times
English version, click here: Chinese Regime Seeks to Restrict a Safety Valve

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