Il regime cinese controlla il mercato azionario e non aiuta i cittadini

He Qinglian, Epoch Times | 16/07/2015
Negli ultimi mesi, dopo essere stati incoraggiati dallo Stato, milioni di cittadini cinesi hanno rischiato di perdere tutto giocando d’azzardo nel mercato azionario. Sin dal suo inizio il mercato azionario cinese è stato sotto il controllo del Partito Comunista Cinese (Pcc), che lo ha considerato come una sorta di ‘bancomat’ per riempire le casse delle imprese di proprietà statale (Soe) e colmare le tasche dei loro amministratori delegati, mentre i risparmi dei piccoli speculatori venivano prosciugati.

Nella foto: la reazione degli investitori cinesi nel momento in cui controllano i prezzi delle azioni di una società di intermediazione mobiliare di Fuyang, nella provincia cinese dell’Anhui, il 19 giugno 2015. (STR/AFP/Getty Images)

Durante il suo mandato l’ex premier Zhu Rongji aveva dichiarato: «Il mercato azionario ha bisogno di aiutare le aziende di proprietà dello Stato a uscire dalla condizione di povertà». Il Pcc ha fissato l’obiettivo di tirar fuori le Soe dalla situazione di povertà entro tre anni attraverso il mercato azionario. Sono arrivati a questa situazione per avere ammesso un gruppo di aziende statali mal gestite e persino insostenibili alle quotazioni nel mercato azionario. Con questa tendenza la riforma delle azioni e le loro quotazioni sono state limitate per un lungo periodo di tempo alle imprese statali, mentre le imprese private hanno avuto poche possibilità di ottenere alcun tipo di finanziamento pubblico.

Le imprese statali, incoraggiate dalle politiche governative, hanno utilizzato il mercato azionario per ottenere finanziamenti. Le società affiliate delle compagnie controllanti sono divenute dei ‘bancomat’ che hanno fruttato flussi di denaro contante. In questo modo il mercato azionario cinese ha raggiunto ‘cento anni di progresso in soli dieci anni’.

Secondo Chen Dongsheng, presidente della Taikang Life Insurance Co., Zhu Rongji ha preso una grossa decisione per consentire a tutte le imprese di essere quotate in borsa. Inoltre la riforma del mercato dei capitali era chiaramente indietro a quel tempo, gli obiettivi erano stati fissati per ogni provincia e tutti volevano la sua attuazione. Ecco come il mercato finanziario cinese ha avuto origine, ha detto Chen. Tuttavia, fin dall’inizio è stato predisposto per fornire finanziamenti atti a risolvere le difficoltà finanziarie delle aziende di proprietà statali. E attualmente la situazione è la stessa, ha aggiunto. Perché non possiamo gestire bene il nostro mercato dei capitali? È dovuto al fatto che se il premier dice così allora le Soe verranno quotate in borsa.

QUELLA MACCHINA ANTIRICICLAGGIO DEL MERCATO AZIONARIO

Un’importante riforma delle aziende di proprietà statali della Cina è la cosiddetta misura di ‘acquisizione dall’interno’. Il mondo esterno vede questa riforma come un sistema con il quale i funzionari cinesi fanno uso del loro potere per dividere le disponibilità finanziarie dello Stato. Tuttavia, i funzionari di alto livello del Pcc e le loro famiglie, che costituivano la principale classe dirigenziale delle imprese statali, sono stati tra i maggiori beneficiari di questa riforma.

Recentemente Xi Jinping ha messo fine ai bei vecchi tempi dei dirigenti delle aziende statali. Negli ultimi due anni, le autorità del Pcc hanno ripetutamente sottolineato la suprema leadership del Partito nei confronti delle Soe, e nel novembre 2014 è stato implementato il ‘Gruppo alla guida della riforma delle Soe del Consiglio di Stato’.

Dal momento che molti dirigenti delle imprese statali sono stati licenziati nel corso della campagna anti-corruzione che è stata avviata dopo il 18° Congresso Nazionale del Popolo del Pcc, molti dirigenti delle Soe erano preoccupati che la detenzione delle azioni venisse valutata come corruzione, per cui le hanno incassate frettolosamente. Dal 17 ottobre 2014 i dirigenti delle società cinesi quotate in borsa avevano sostanzialmente ridotto le loro partecipazioni azionarie e incassato 47,43 miliardi di yuan (sette miliardi di euro circa). Nei primi sei mesi del 2015 i dirigenti delle aziende statali hanno incassato altri cinquecento miliardi di yuan (73,5 miliardi di euro circa) – un record storico. Questa situazione mostra come questi dirigenti abbiano fatto uso delle imprese di proprietà statali e del mercato azionario come se fossero la loro macchina di riciclaggio del denaro.

L’ESAURIMENTO DEGLI INVESTIMENTI DEGLI AZIONISTI

Dal 1992 il mercato azionario cinese ha sperimentato oltre dieci situazioni di forti alti e bassi. Nel complesso, sono più gli investitori cinesi che hanno perso di quelli che hanno guadagnato, tuttavia molte persone continuano a giocare d’azzardo in questo mercato.

Nel 2008 il mercato A-share [azioni nella borsa di Shanghai e Shenzhen, ndt] ha perso oltre il 70 per cento. Secondo un sondaggio condotto dal giornale finanziario Shanghai Securities News su oltre 25 mila investitori di tutta la Cina, oltre il 90 per cento degli azionisti ha perso il proprio denaro, con oltre il 60 per cento di loro che ha subito una perdita di oltre il 70 per cento del loro valore azionario. Solo il 6 per cento degli investitori ha affermato di aver riscontrato un profitto.

Nel 2013 il mercato azionario cinese è stato definito il peggiore dell’Asia. Secondo un sondaggio pubblicato nel gennaio 2014 da sina.com, nel 2013 circa il 65 per cento degli azionisti ha perso i propri soldi. Il tenore di vita del 32,2 per cento degli investitori è significativamente calato a causa del loro giocare d’azzardo nel mercato azionario, con il 9 per cento di loro che ha affermato di trovarsi in difficoltà.

Durante i primi sei mesi del 2015, le perdite degli investitori cinesi sono state enormi. Nelle ultime due settimane di maggio, il mercato ha perso 13.260 miliardi di yuan (duemila miliardi di euro circa), pari a una perdita media di 147 mila yuan (22 mila euro circa) per investitore – o quasi tre volte il reddito annuo medio nazionale, secondo i dati pubblicati da ‘How much stock market investors lost in H1 2015’ [Quanto gli investitori del mercato azionario hanno perso nel primo semestre 2015, ndt].

IL MERCATO AZIONARIO CINESE DIFFERISCE DA QUELLO OCCIDENTALE

Il mercato azionario cinese non ha investitori a lungo termine, ma solo speculatori. Nessuno si preoccupa delle reali situazioni operative delle società quotate. Le persone si preoccupano solo che salgano i prezzi delle azioni. I valori azionari sono quindi del tutto non pertinenti al rendimento economico e alla condizione finanziaria di un’azienda. Anche i mercati azionari occidentali hanno speculatori a breve termine, tuttavia hanno anche investitori a lungo termine. In Occidente le condizioni commerciali e la redditività sono alla base dei corsi azionari.

Inoltre il Pcc manipola il mercato azionario e utilizza varie politiche per regolarne gli alti e i bassi, mentre il governo degli Stati Uniti, nei riguardi del proprio mercato azionario, agisce solo da sorvegliante, con appropriate e ben ponderate normative.

In tutto il mondo solo il mercato azionario cinese abbandona la maggior parte dei suoi investitori.

Il mercato azionario cinese è sempre stato manipolato in favore delle imprese statali e i funzionari del Pcc hanno approfittato dell’informazione asimmetrica e del potere politico. In questo modo, hanno potuto arricchirsi a spese degli speculatori inesperti. Queste sono le caratteristiche ‘dell’economia estrattiva’ proposta da una dittatura totalitaria.

Questa è una traduzione abbreviata dell’articolo di He Qinglian pubblicato sul suo blog personale.

He Qinglian è un autrice ed economista cinese di primo piano. Attualmente vive negli Stati Uniti, ha scritto China pitfalls [la trappola della Cina, ndt], che tratta la corruzione nella riforma economica cinese degli anni 90, e ‘The fog of censorship: Media control in China’ [La nebbia della censura: il controllo dei media in Cina, ndt] che affronta il tema della manipolazione e del controllo della stampa. Scrive regolarmente su questioni contemporanee sociali ed economiche della Cina.

I punti di vista espressi in questo articolo sono le opinioni dell’autore e non rispecchiano necessariamente il punto di vista di Epoch Times.

Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/regime-cinese-controlla-il-mercato-azionario-per-spremere-i-suoi-cittadini-1970.html

Articolo in inglese: ‘Chinese Stock Market Set up as Communist Regime’s Cash Cow’

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