Il preside del Liceo “Dini” dichiara pubblicamente che non era a conoscenza dell’entrata di una persona esterna. FALSO, ecco le prove

In data odierna la Nazione di Pisa e Il Tirreno, hanno pubblicato un articolo secondo il quale il Preside del Liceo Scientifico “Dini” di Pisa non era a conoscenza dell’entrata nel liceo di una “persona estranea”. Dichiarazioni che non corrispondono assolutamente al vero.

In data 17/11/2014 il direttore responsabile della Laogai Research Foundation Gianni Taeshin Da Valle, ha inviato i dettagli dell’incontro alla mail del liceo, come da accordi telefonici. Dal momento dell’ invio non è giunta nessuna risposta o altra comunicazione dalla scuola. Mail (sotto riportata) che era stata richiesta dallo stesso dirigente al Prof. Giuseppe Manes.

I rapporti intercorsi per la programmazione dell’evento tra la scuola e la fondazione sono stati curati dal Prof. Giuseppe Manes, insegnante di Storia del Liceo.

Successivamente alla mail inviata al Liceo, riportante la scaletta degli interventi, sono intercorsi molti colloqui con l’insegnante di Storia fino alla data di venerdì 09/01/2015.

Il convegno propedeutico, che anticipava l’evento del progetto iniziale in data da destinarsi, si doveva tenere presso il Liceo “Dini” Sabato 10/01/2015 e la comunicazione dell’ annullamento è stata riferita dal Prof. Manes alle ore 19.00 di venerdì 09/01/2015.

A questo punto si è deciso di tenere la conferenza in una sede privata per consentire comunque la fruizione via streaming.

Questi i fatti, per cui a Voi le dovute conclusioni.

Gli articoli pubblicati su La Nazione e il Tirreno di Pisa del 11/01/2015 (click sulle immagini per ingrandire):


Email inviata il 17/11/2014

Gianni-Taeshin Da Valle <tnh912@gmail.com>

a pips02000a@istruzione.it in data 17/11/2014 (email liceo)

Buon giorno Egr. Prof. Simonetti

Sono il Direttore Responsabile della Laogai Research Foundation Italia Onlus: in accordo con il Prof. Manes Le invio il programma evento che si dovrebbe svolgere presso il spettabile Liceo di cui Lei è il Dirigente Scolastico.

Quest’anno ho tenuto congressi di questo tipo in altri due Istituti scolastici: Istituto Tecnico Ferraris di Napoli e Liceo Montale di Pontedera Pisa.

Tenga presente che il programma è in fase di costruzione e potrebbe subire delle modifiche.

Sarei lieto di parlarLe per maggiori informazioni e chiarimenti. Mi può fornire un suo recapito telefonico?

Il mio contatto telefonico è: 338/4284478

Dato l’importanza dell’evento di alto valore culturale e umanitario, l’impegno è notevole per mettere in moto la macchina organizzativa in tempo utile, Le sarei grato se quanto prima da conferma.

Grazie

Cordiali Saluti

Gianni Taeshin Da Valle, Direttore Responsabile Laogai Research Foundation

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PROGETTO EVENTO

Il Liceo scientifico “U.Dini” di Pisa, via B.Gransci 36, diretto dal Prof. Andrea Simonetti, ha disposto un convegno, suddiviso in due incontri,sabato 13 e Lunedi 15 dicembre tra gli studenti e la Laogai Research Foundation Italia sul tema:

Cina i diritti umani negati, lo sfruttamento del lavoro forzato nel Paese asiatico e in Italia. Etica ed economia. Contraffazione prodotti “Made in Italy”.

L’evento avrà inizio presso l’auditorium del liceo alle ore 10.00 circa.

Nella giornata di lunedì 15, verrà proiettato il film “Free China, il coraggio di credere”.

Interverranno:
• Il Prof. Andrea Simonetti, dirigente del liceo, immetterà l’incontro
• Il Prof. Giuseppe Manes, insegnante di storia, presenterà i vari relatori

• Gianni Taeshin Da Valle, direttore responsabile Laogai Research Foundation
• Andrea Lorini: capo redattore di Epoch Times
• Angelo Tonelli: presidente Associazione Socio Culturale “Arthena”
• Dr Edoardo Arena: Avvocato criminologo
• Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca: AESPI ( Associazione Scuole per Insegnanti)
• Don Claudio Hitaj, Parroco di Carrara
• Dr. Filippo Scianna direttore dell’Istituto Tzong Khapa di Pomaia
• Ven. Geshe Tenzin Temphel, capo spirituale dell’ITLK di Pomaia
• Testimonianze dirette Signora Tibetana e bambina tibetana in abiti tradizionali

I Relatori si avvalleranno di appositi filmati, foto e slides.

Il convegno potrà essere seguito in diretta streaming nel sito: www.laogai.it

Temi del convegno:

Gianni Taeshin Da Valle, direttore responsabile della Laogai Research Foundation Italia, esporrà: “I diritti negati in Cina, etica ed economia”.

I rapporti commerciali con la dittatura cinese non sono solamente immorali ma anche controproducenti e deleteri da un punto di vista economico. Il rispetto dei diritti umani non va tenuto distinto dalle questioni economiche.

I campi di concentramento generano reddito per il Pcc: con il lavoro forzato dei prigionieri si guadagnano milioni di dollari. Che le prigioni siano produttive potrebbe anche sembrare un dato positivo, ma in Cina tale sistema crea incentivi ad incarcerare un numero sempre crescente di individui, a prescindere dalla loro colpevolezza.

In Cina esistono più di mille campi di concentramento dove, da 3 a 5 milioni di uomini, donne e bambini sono costretti a lavorare fino a 16-18 ore al giorno per produrre ogni tipo di merce a vantaggio del regime cinese e di numerose imprese nazionali ed internazionali che investono o producono in Cina.

Anche l’Italia, purtroppo, non è estranea alla pratica del lavoro forzato. Spesso leggiamo della scoperta di laboratori clandestini cinesi, dei veri e propri lager. In questi “laogai italiani”, gli operai ma anche tanti ragazzi e bambini sono costretti a lavorare con ritmi disumani, in contesti di scarsa o inesistente igiene e sicurezza. Si prendano ad esempio i laboratori clandestini di Prato, Empoli e di altre città nei quali si realizza una vera e propria riduzione in schiavitù di immigrati clandestini cinesi.

Andrea Lorini, capo redattore di Epoch Times, documenterà la persecuzione in Cina subita del Falun Gong e spiegherà il perché della persecuzione. Conosciuta anche come Falun Dafa è una antica pratica di mente, corpo e spirito, profondamente radicata nel Paese.

Al termine della relazione lo stesso Lorini, presenterà la proiezione del film-documentario ”Free China. Il coraggio di credere”.

FREE CHINA: “ Il coraggio di credere”

Free China, prodotto da Wong (Ntd Television) e diretto da Micheal Perlman (World2Be Productions), è la storia di un ex membro del Partito Comunista, Jennifer Zeng, che diventa una praticante del Falun Gong.
Zeng ha vissuto in prima persona gli orrori del sistema laogai cinese. Dopo essere riuscita a scappare dalla Cina, ha sentito la necessità di far conoscere al mondo la verità pubblicando i suoi ricordi in un libro intitolato Witnessing History: One Woman’s Fight for Freedom, diventato un best-seller.

Un’altra importante figura nel film è Charles Li, dottore cino-americano, che intende trasmettere informazioni non censurate sulle televisioni di Stato cinesi. Le esperienze di Li e della Zeng rivelano le brutali persecuzioni del Partito Comunista Cinese ai danni dei praticanti del Falun Gong, compreso l’espianto forzato di organi ai praticanti ancora in vita.

La Kilcher è stata anche nominata come miglior cantante donna e Chen è stato inoltre nominato come miglior compositore per la categoria Orchestra contemporanea.
Free China è uscito nelle sale a giugno 2013 e ha complessivamente vinto sei premi tra festival cinematografici e musicali.

Nel raccontare le coraggiose storie di Jennifer Zeng e Charles Lee, che sono stati perseguitati dal governo cinese per il loro credo spirituale nell’antica pratica di meditazione del Falun Gong, il film espone le diffuse violazioni dei diritti umani che ancora oggi accadono in Cina.

Esamina le condizioni nelle prigioni di rieducazione cinesi, la brutalità di uno Stato autoritario contro cento milioni di praticati del Falun Gong, e lo sforzo da parte di persone di coscienza per fermare la persecuzione.

Patria di 1,3 miliardi di persone, la Cina è oggi la seconda potenza economica mondiale. Per la sua politica sull’ambiente, il suo consumo di risorse naturali, le sue pratiche di occupazione e di mercato, ciò che accade in Cina può influenzare in modo significativo il resto del mondo. Pertanto, il fatto che la Cina agisca come un soggetto responsabile sulla scena mondiale ha delle profonde implicazioni per l’intero pianeta.

La Cina può garantire di diventare una forza del bene solo se si trasforma in una società libera e aperta, in cui il governo si fa responsabile per il suo popolo. Attraverso questo potente racconto, “Free China – il coraggio di credere” mostra al pubblico questo aspetto, e fa luce su un importante cambiamento in atto dentro e fuori la Cina per rendere possibile questa trasformazione.

Interviste nel film:
• Jennifer Zeng, ex membro del Partito Comunista Cinese, autrice del libro più venduto “Testimonianza: La lotta di una donna cinese per la libertà e il Falun Gong
• Dr. Charles Lee, uomo d’affari sino-americano e sopravvissuto ad un campo di lavoro
• On. David Kilgour, ex segretario di Stato canadese (Asia-Pacifico)
• Rep. Chris Smith, membro del Congresso degli Stati Uniti, Presidente della Commissione esecutiva del Congresso sulla Cina
• Ethan Gutmann, autore di “Perdere la nuova Cina” e collaboratore per The Asian Wall Street Journal

Il Presidente dell’Associazione Arthena, Angelo Tonelli, affronterà il tema: “Etica, politica, idee e pratiche per una società consapevole, creativa e solidale.”

E’ necessario risolvere alla radice il problema della violenza e della sopraffazione nel mondo, attraverso la diffusione di strumenti culturali e sapienziali tratti dalle varie tradizioni spirituali, in modo da diffondere spirito di pace e solidarietà, attraverso la consapevolezza che nasce dalla conoscenza di se stessi.

L’avvocato criminologo Edoardo Arena farà un parallelismo tra i lavoratori senza diritti in Cina e in Italia.

In nome del popolo tibetano il direttore dell’Istituto Tzong Khapa, Filippo Scianna e il Lama Ven. Geshe Tenzin Temphel.

Don Claudio farà una analisi dei governi totalitari nel mondo come la Cina e della persecuzione dei cattolici.
Tutto il potere è concentrato nelle mani di una autorità centrale (composta da una persona o da un ristretto gruppo) che domina su tutto e controlla ogni cosa attraverso strumenti coercitivi di propaganda.
La dittatura nasce senza titolo giuridico di legittimità. Si impone con la forza e spargimento di sangue.

Nell’era dei giorno nostri la dittatura è totalitarista in quanto la tecnica moderna ha offerto gli strumenti atti ad un controllo “totale” della società.

Il potere totalitario non tollera nessuno che può limitare in qualche modo le sue capacità di supremazia in ogni contesto della sua politica malvagia.

Il totalitarismo è perciò negazione, l’opposto del pluralismo democratico.
La situazione dei cattolici in Cina è critica e la Chiesa è vessata e perseguitata in mille modi diversi: distruzione di chiese e confische di beni, minacce, intimidazioni, discriminazioni in ambito sociale, violenze e arresti, vescovi, sacerdoti e semplici fedeli spariscono all’improvviso in qualche laogai e molti di loro non sopravvivono alla detenzione.

Il Dr. Filippo Scianna e il Ven. Lama Geshe Tenzin Temphel, in nome del popolo tibetano parleranno della repressione in Tibet con testimonianze dirette e storie.

Da oltre 50 anni i Cinesi hanno invaso il Tibet ed oggi è ancora così: non c’è più libertà per le religioni e i popoli.

I Cinesi hanno distrutto molti monasteri buddisti; molta gente è fuggita dal Tibet.

Per questo che molti attivisti tibetani,monaci buddisti, persone semplici gridano la loro protesta al mondo con gesti di impressionante disperazione, ad esempio darsi fuoco.

In molte parti del Tibet le donne vivono in vere e proprie condizioni di terrore;viene negato loro il diritto non solo di essere donne, ma di vivere!

Prima dell’occupazione cinese il Tibet, dal punto di vista ecologico, era un territorio equilibrato e stabile.
I tibetani vivevano in armonia e nel rispetto della natura grazie alla loro fede nella religione buddhista,che contempla il principio di interdipendenza tra tutti qli esseri viventi e non viventi.

In seguito all’occupazione cinese la natura fu brutalmente distrutta solo per interessi consumistici e materialistici.

La questione ambientale tibetana non è solo un problema locale ma di rilevanza internazionale, dell’intera umanità con effetti climatici gravi al livello globale: alcune località più isolate e a grande altezza, sono inoltre adibite a deposito di missili nucleari!

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation, 11/01/2015

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