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Il piano del governo cinese per schedare le donne in età fertile

Pechino avrebbe avviato il programma di schedatura delle donne single e in età fertile al fine di aiutare gli uomini cinesi nella ricerca di partner prolifiche.

Il governo cinese è stato in questi giorni accusato di violare gravemente la privacy delle donne, in quanto avrebbe messo in piedi una “gigantesca” schedatura di quelle in età fertile.

A svelare tale iniziativa delle autorità di Pechino è stata un’ong olandese che si batte per la difesa della libertà di Internet contro le ingerenze delle istituzioni statali, GDI.Foundation. Un ricercatore dell’associazione, Victor Gevers, ha infatti in questi giorni scoperto un database, realizzato dall’esecutivo del gigante asiatico, contenente tutte le informazioni personali, compreso il numero di telefono, di milioni di donne cinesi single e nel pieno della capacità riproduttiva.

A detta di Gevers, all’interno del campionario di dati realizzato dal governo di Xi Jinping [1] vi sarebbero quelli di cittadine di ogni età, comprese ragazze di neanche 15 anni e anziane vedove ultranovantenni, tutte però giudicate dai vertici comunisti “pronte a mettere al mondo figli”.

Secondo il ricercatore di GDI.Foundation, le autorità della nazione orientale avrebbero avviato la schedatura in questione al fine di metterla a disposizione degli uomini cinesi, così da agevolarne la ricerca di partner prolifiche. Mediante tale massiccia raccolta di informazioni, Pechino mirerebbe infatti a “combinare” fidanzamenti e matrimoni capaci di assicurare una “prole numerosa alla patria” e di evitare quindi che il Paese venga colpito da una crisi demografica.

Dopo avere fornito dettagli sull’iniziativa varata recentemente dalla leadership del gigante asiatico, Gevers, intervistato dal quotidiano britannico The Guardian, ha bollato la prima come uno “spaventoso attacco” al diritto dei singoli alla riservatezza. Egli ha poi dichiarato che l’esecutivo cinese starebbe conducendo molti altri programmi di schedatura, come ad esempio quella dei “cittadini inclini a commettere reati” o quella delle “famiglie scarsamente patriottiche”. L’esponente di GDI.Foundation ha quindi additato la cerchia di Xi Jinping come “dominata dalla paranoia”, nonché come decisa a trasformare l’ex “Celeste Impero” in qualcosa di molto simile al “Grande fratello orwelliano”.

Fonte: Il Giornale.it,18/03/2019 [2]

English article, The Guardian:

China database lists ‘breedready’ status of 1.8 million women [3]