Il Partito Comunista Cinese annuncia controlli più rigidi su internet

Carol Wickenkamp,Epoch Times, 08.01.2014

Il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha di recente annunciato controlli più rigidi su internet e un rafforzamento della linea del Partito sulla rete, nel tentativo di controllare ciò che viene considerato come infiltrazione di ideologie straniere pericolose e blogger liberali influenti.

Al meeting del 3 gennaio insieme a funzionari di alto livello, Liu Yunshan – segretario di una delle principali agenzie interne del Partito – e Liu Qibao – capo del dipartimento propagandistico – hanno ribadito la necessità che sia il Partito a controllare i mezzi di comunicazione in Cina e non gli opinionisti nazionali.

Nella foto: Liu Yunshan, segretario del Segretariato generale del Partito Comunista Cinese – una delle principali agenzie interne del Partito – ha presieduto a un incontro di propaganda tenutosi il 3 gennaio 2014, dove i più alti leader hanno ribadito la necessità di un maggiore controllo delle informazioni in Cina. (Xinhua/Screenshot/Epoch Times)

Questi ultimi potrebbero includere gli scrittori, gli intellettuali, gli editorialisti e altre figure pubbliche che cercano di informare o condizionare l’opinione pubblica. I funzionari del Partito hanno inoltre rafforzato l’idea che sia il Partito stesso a dover essere in grado di determinare i punti di vista condivisi e letti su internet.

Gli analisti degli affari politici cinesi ritengono che tali dichiarazioni siano un’ammissione degli effettivi problemi del Partito rispetto ai controlli su internet.

Durante un’intervista con New Tang Dynasty Television (Ntdtv), Hua Po – analista politico di Pechino – ha dichiarato: «Il Pcc teme il ruolo dominante degli opinionisti della rete. Queste voci non possono essere eliminate».

Ha poi aggiunto: «Le osservazioni dei funzionari vogliono ricordare al Partito di imporsi sui media. Attualmente sono impegnati in una lotta sul web che devono vincere per riacquistare la propria leadership».

Le pubblicazioni del Pcc sembrano essere in linea con tale opinione. L’Accademia cinese delle Scienze sociali ha comunicato nel Social Blue Book: 2014 Society of China Analysis and Forecast che gli opinionisti largamente seguiti sulla rete esercitano un’influenza maggiore rispetto ai media e al Governo.

Un altro rapporto ufficiale dello scorso anno proponeva una strategia per ridurre il potere di queste persone: una strategia che sembra essere stata adottata dalla direzione del Partito.

L’attuale richiesta di maggiori controlli su internet può in parte rappresentare una risposta all’invito che Liu Qibao ha espresso lo scorso settembre. In base a quanto riferito da China Media Project – sito di analisi dei mezzi di comunicazione con sede a Hong Kong – Qibao aveva insistito sul fatto che il gruppo dovesse agire secondo gli obiettivi strategici del Partito, ‘celebrando i principali temi online’, utilizzando un linguaggio semplice per spiegare teorie profonde e lavorando per entrare nei cuori e nelle menti della gente.

Secondo Xia Ming, docente di scienze politiche al College of Staten Island, i cinesi entrano in contatto regolarmente con la comunità internazionale, assimilando una grande quantità di informazioni effettive sulla Cina contemporanea; ciò li porta a mettere in dubbio l’opportunità di essere governati da un’unica forza politica ed è questo che il Partito teme maggiormente.

Fonte-Epoch Times:http://www.epochtimes.it/news/il-partito-comunista-cinese-annuncia-controlli-piu-rigidi-su-internet—125083

English version:
Party Calls for Stronger Control of Internet

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