Il Partito comunista cinese “è vicino al collasso. Ed è colpa sua”

Lo scorso mese, un piccolo gruppo di giovani cinesi si è esercitato su internet a un piccolo scherzetto. Hanno chiesto ai cinesi di scendere in piazza per imitare le Rivoluzioni del gelsomino in corso nell’Africa settentrionale. Non avevano obiettivi chiari, nessuno slogan da scandire, e neanche una minima preparazione sull’opinione pubblica. Sembrava in un primo momento un’azione non troppo seria. Eppure, una pietra ha provocato migliaia di sassolini e questo ha provocato una iper-reazione. Perché è avvenuto tutto questo?
L’enorme terremoto che ha colpito il Giappone ha provocato una grande crisi nucleare. Si sono verificate delle perdite minacciose dalle centrali nucleari, e la situazione è ancora in via di sviluppo. Potrebbe divenire un grande disastro, simile a quello di Chernobyl. Tuttavia, davanti a un enorme terremoto e ad una minaccia nucleare, la società giapponese ha mantenuto un lavoro di soccorso calmo e ordinato. Non si sono lasciati andare al panico; niente caos; nessuna mancanza di fiducia. Lo stesso disastro inaspettato si è verificato anche in Cina, e in un paio di giorni nei mercati non si trovava più nulla. Qualcuno ha detto che mangiare sale iodato può aiutare a prevenire danni dalle radiazioni nucleari. Queste si sono verificate in Giappone, ma i giapponesi non si sono consegnati al panico al punto da comprare tutto il sale per le chiacchiere di qualcuno. Come mai, allora, i cinesi si sono fatti prendere così tanto dal panico da comprare tutto il sale? Come è possibile che una singola diceria possa gettare l’intera società cinese in uno stato di ansia? Quale tipo di psicologia è responsabile di tutto questo? Tutto nasce dalla mancanza di fiducia nel governo. Un fenomeno comune, che si è verificato molte altre volte nella storia alla fine di una dinastia.
Quando la cricca al potere in una nazione perde la fiducia del popolo, si verificherà  questo tipo di psicologia sociale. Le persone non sanno a cosa credere. Non si dà alcuna fiducia alle autorità ufficiali, e si preferisce credere alle voci che circolano. Ancora peggio, i fatti del passato dimostrano che proprio queste voci sono più credibili dei comunicati ufficiali. Si ottengono più informazioni dai cosiddetti “pettegolezzi” che dalla voce del Partito comunista, ritenuto per lo più indegno di fiducia. I dirigenti comunisti, infatti, tendono a prendere in giro la popolazione. Dopo essere stati costretti a scegliere, per molti anni, fra queste due voci i cinesi hanno imparato ad ascoltare quelle popolari, invece di dare retta al governo. E questo perché, paragonate fra loro, almeno alle voci popolari manca un motivo per prendere in giro gli altri. Se si deve parlarne male possiamo al massimo dire che queste voci non sono proprio così accurate; ma le affermazioni del governo sono piene di motivi per essere sbagliate. A voler scegliere il male minore, è ovvio che si debba scegliere il popolo. Senza alcun rispetto per il concetto razionale alla base del Partito comunista cinese, i dirigenti governativi sbagliano anche dalla semplice ottica del metodo scelto per governare. Più di duemila anni fa, Confucio scrisse: “Senza fiducia, non si può affermare il proprio dominio”. Questo vale anche per l’attuale governo. Se a un governo manca la fiducia popolare, non potrà in alcun modo stabilirsi e rimanere solido. Al contrario, il metodo base usato dal Partito per ottenere e mantenere il potere si basa sui puri metodi autoritari. Non ha bisogno di essere ragionevole, non se ne fa nulla della fiducia. Per il Partito, la violenza è una panacea. Come dicono spesso i dirigenti comunisti, citando Mao Zedong, “il potere deriva dalla canna del fucile”. Questa è la teoria base e il principio di tutto, e deriva dal pensiero di Lenin e Marx mutuato da Mao e Deng Xiaoping. Un alto antico cinese disse: “Ottieni il mondo con il potere, e dominalo con questo”. Credito e fiducia sono concetti irrilevanti nei loro metodi. “Se ho il potere posso trattarti come voglio, posso spremerti quanto voglio; quindi cosa importa se tu mi credi? Tutto ciò che debbo fare è dominare il meccanismo della violenza. Sono un rogo, devi aver paura di me. Se non lo farai, ti getterò in terra e ti calpesterò”. Questo è come i comunisti intendono il potere, lo ottengono e lo mantengono. Non hanno bisogno della fiducia del loro popolo; gli basta l’obbedienza. Quindi, senza eccezione alcuna, i regimi comunisti hanno sempre visto il diritto come un optional. Tutto quello che gli serve sono coltelli e penne. Le penne servono per prendere in giro la maggioranza della popolazione. Per quella minoranza che non si fa prendere in giro, invece, vengono usati i coltelli. Questo tipo di metodo di governo viene chiamato dittatura. La legge, in una dittatura, è soltanto uno strumento nelle mani di chi governa. Usano il diritto in qualunque modo vogliano, e non lo usano se non vogliono usarlo. Poco tempo fa, un portavoce del regime comunista ha per sbaglio detto la verità. In una conferenza stampa, ha sconvolto il pubblico dicendo: “Non usate la legge come uno scudo, per scusarvi”. Non sa neanche che la legge è uno scudo per chiunque. Quando la legge non è intesa come uno scudo per la popolazione, come si può pensare che essa dia un senso di sicurezza?
L’essenza del diritto è il credito. Oppure, in un altro modo, viene chiamato contratto sociale. Ma la base di questo contratto è sempre il credito. La politica è un lavoro che si basa sulla gestione della società, ovvero sulla gestione di tutti. In cinese, l’implicazione politica della parola “politica” è molto chiaro: significa usare i metodi corretti per amministrare la società. Il nucleo di questi metodi è proprio il diritto. I funzionari non possono continuare a dire alla popolazione cosa fare e cosa non fare, per tutto il tempo. Nella maggior parte dei casi, è la legge a farlo. Quindi la legge è il nucleo della politica. La base per la legge, se si vuole che sia efficace, è la fiducia che il popolo le concede. Il compito principale del governo è assicurarsi che alla legge sia dato credito, e usare la legge per governare la società. Quando un governo inizia a infrangere il credito concesso alla legge, la popolazione diviene incerta su cosa fare. E quando questo lavoro di distruzione del diritto arriva a un punto determinato, il governo inizia a cadere. La gente non sa a cosa credere, e la maggior parte della popolazione perde il proprio senso di sicurezza. Questa è la ragione alla base del caos sociale. Il Partito comunista cinese ha iniziato a perdere in maniera graduale la fiducia del popolo, negli ultimi 60 anni. Il Partito e i suoi funzionari sono stati i capofila nell’infrangere il credito del diritto, e avvertono con arroganza tutti gli altri di “non prendere la legge come una scusa”. Di conseguenza, questo modo di fare produce un fenomeno di disturbo, senza ragioni sufficienti. Nei tempi antichi, questo modo di fare avrebbe dato il via al collasso di una dinastia. E questo è vero anche ai tempi nostri. La cosiddetta “Rivoluzione del gelsomino” in Medio Oriente è iniziata da un “disturbo sociale senza ragioni sufficienti”, in Tunisia. Un piccolo evento ha creato una rivoluzione che è esondata nelle nazioni confinanti, creando infine un’onda di democratizzazione. Questa ha preso forza perché i governi hanno perso il loro credito. Da poco questa forma di disturbo ha iniziato a verificarsi con sempre maggiore frequenza anche in Cina. E questo produrrà il nucleo da cui partirà il collasso del dominio dei comunisti. Ma alla base di questa mancanza di fiducia del popolo nei confronti del governo è proprio il modo in cui il governo esercita il suo compito: la dittatura. Questo tipo di governo, che si basa sulla menzogna e sulla repressione, sta creando le condizioni per una Rivoluzione del gelsomino anche in Cina. Anche se non la si vorrebbe, sarà difficile fermarla. Il Partito comunista ha iniziato a realizzare tutto questo, e ora si comporta come un uccello spaventato che vede un arco con le frecce. È per questo che un gruppo di dirigenti comunisti relativamente più saggi degli altri, capitanati da Wen Jiabao, sta chiedendo con insistenza una riforma democratica del sistema politico. Che cosa si dovrebbe riformare? Tutto ciò che va cambiato è il modo di governare, basato sulla dittatura. Non importa quali teorie o quali obiettivi questi stiano cercando di perseguire: questo tipo di dittatura non può andare avanti.

Fonte: Asia News, 21 marzo 2011

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