Il Milan e lo scampato pericolo cinese

Come mai Berlusconi ha ceduto il Milan a Yonghong Li? Perché ha voluto rovinare il ricordo di 30 anni di trionfi, mettendo la società nelle mani di questo signore cinese?

Il 20 febbraio 2017 Yonghong Li, allora presidente del Milan, dichiarava con un comunicato ufficiale, che “la situazione relativa a tutte le mie risorse personali è completamente sana”. Ma in Cina la situazione stava già precipitando dal 23 gennaio, quando la sua società “Shenzen Jie An De Enterprise Co. Inc” era stata dichiarata fallita dalla Corte Intermedia del Popolo di Shenzen. Inoltre il 17 maggio l’autorità finanziaria cinese gli comminava una sanzione per non aver tempestivamente dato comunicazione di questa procedura fallimentare.

La Procura di Milano ha quindi deciso di indagare Yonghong Li per false comunicazioni sociali in relazione ai seguenti punti: il già citato comunicato del 20 febbraio 2018 e la nota integrativa (al bilancio 2016) con la quale il 14 aprile 2017, l’allora presidente del Milan, garantiva “la prospettiva di continuità aziendale” (Corriere della Sera 21.7.2018).

Yonghong Li era diventato presidente del Milan il 13 Aprile 2017 pagando a Fininvest 740 milioni, con il supporto del fondo americano Elliott. Da allora per il Milan ed i suoi tifosi è iniziata una penosa “via crucis”, con il cinese sempre piu’ affannato nel tentativo di tappare i buchi e rispettare le scadenze per i rimborsi del prestito. L’epilogo si è visto pochi giorni fa, quando Li non ha avuto i fondi necessari per sottoscrivere l’aumento di capitale per 32 milioni. Da quel momento Elliott è diventato il nuovo proprietario del Milan.

Tornando indietro con la memoria ricordiamo che Silvio Berlusconi il 21.4.2016 dichiarava: “ voglio vendere, ma fare anche in modo che il Milan finisca in mani stabili e sicure. Se vendo quote del Milan è solo per far sí che continui la sua storia gloriosa” (sportmediaset.mediaset.com).

Alla luce di quello che abbiamo visto nei mesi seguenti, viene da pensare che la due diligence su Yonghong Li non sia stata fatta in modo proprio preciso ed il Milan alla fine non è andato in mani del tutto sicure. Per Fininvest la cessione è stato un successo e Marina Berlusconi dichiarava il 9 agosto 2016 al Sole 24 Ore: “con la cessione del Milan siamo ancora piu’ solidi”.

Al di là del successo economico della vendita, dopo i tanti straordinari trionfi sportivi dell’ “era Berlusconi”, il Milan è passato dal tetto del mondo, ad un profondo declino, rischiando addirittura di perdere la possibilità di giocare nelle competizioni europee. Proprio l’Europa, un tempo “’habitat naturale del Milan”, come diceva Galliani.

Un peccato che si sia deciso per una conclusione di questo tipo. Un peccato per il Milan ed i suoi tifosi ma soprattutto un peccato per Berlusconi, che ha deciso di rinunciare alla possibilità di uscire di scena lasciando un ricordo carico di nostalgia e di rimpianti. Questi sentimenti potevano assumere un valore talmente grande da non poter entrare nei bilanci di Fininvest.

Probabilmente anche questa volta è stato consigliato male.


Marzio Ammendola, 31 lug – www.againstchina.com

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