Il massacro di Ghulja, quattordici anni fa

La Associazione Uiguri Americani (UAA), ha rilasciato un comunicato stampa per ricordare il massacro di Ghulja, nel suo quattordicesimo anniversario: il 5 febbraio 1997 la polizia ha sparato su uomini, donne e bambini, che sfilavano pacificamente per le vie di Ghulja, nel nord ovest del Turkestan Orientale. Dopo di ciò è seguito un lungo periodo di repressione che il popolo uiguro sopporta ancora oggi. La Cina ha sempre ignorato le numerose istanze provenienti dalle associazioni umanitarie: si richiedeva chiarezza sulle responsabilità della strage. Nel 2009, invece, in occasione delle proteste di Urumchi del 5 luglio, si è ripetuta una situazione analoga. La nomina di Zhang Chunxian a capo del Partito Comunista dello Xinjiang, al posto di Wang Lequan, ha fatto sperare in un nuovo corso dell’amministrazione regionale, più aperto alla trasparenza. Invece, non solo non è stata avviata alcuna indagine in relazione ai fatti suddetti, ma risulta che nella seconda parte del 2010 numerosi giornalisti e bloggers uiguri sono stati condannati a lunghi termini di prigione, con processi avvenuti a porte chiuse, non documentati da fonti ufficiali. Le autorità continuano ad ignorare anche le richieste delle associazioni umanitarie che vorrebbero visitare luoghi e detenuti. Intanto gli Uiguri continuano a subire detenzioni arbitrarie, discriminazioni sul luogo di lavoro, provvedimenti liberticidi che mirano ad eliminare la lingua e le tradizioni uigure. Le fonti  ufficiali, negano qualsiasi addebito e controllano strettamente i media, internet e per fino i ripetitori dei telefoni cellulari, per censurare le informazioni che possono giungere in Occidente. Tra i motivi delle proteste di cui si è detto, c’è la proibizione dei raduni in occasione del “meshrep” una festa religiosa tradizionale, che tra l’altro contribuisce efficacemente alla lotta  contro l’abuso di alcol e di droghe tra i giovani uiguri. Incredibilmente, mentre la festa resta proibita dalle autorità, la Cina ha chiesto all’UNESCO di inserire il “meshrep” nella lista delle tradizioni di intangibile retaggio, che nel mondo devono essere protette. In più continua sistematica la distruzione della “Città Vecchia” di Kashgar, che è cominciata nel febbraio 2009 e sarà completata presumibilmente alla fine del 2011. E’ Kashgar la culla della civiltà uigura e una delle tappe principali della Via della Seta. In essa risiedevano, nel febbraio 2009, circa 200.000 Uiguri  a cui è stato imposto di lasciare case e terre, senza alcuna garanzia di un’adeguata sistemazione altrove.
FRP

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito di Amnesty ove c’è uno spazio dedicato a Rebiya Kadeer, leader carismatica del popolo uiguro, che vive in esilio ( clicca qui per accedere )

Per contattare la UAA,  invece  si può visitare il sito www.uhrp.org oppure   www.uyghuramerican.org

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.