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Il crudele e vergognoso esodo dei migranti per il Nuovo anno lunare

Si ripete ogni anno, da almeno 20 anni, per il Nuovo anno lunare: l’esodo di decine di milioni di migranti cinesi che tornano a casa solo per questi pochi giorni nell’anno. Ammucchiati su treni carichi, percorrendo anche migliaia di chilometri, con servizi igienici molto insufficienti. E questo quando va tutto “bene”: se ci sono problemi, i migranti attendono anche per giorni alle stazioni per partire. Come nel gennaio 2008, quando nevicate eccezionali bloccarono strade e ferrovie e milioni di migranti sostarono per giorni in attesa, senza aiuti né assistenza, prima di poter partire. Chang Ping, noto analista sociale, in un articolo sul quotidiano South China Morning Post, osserva come “ogni anno, i media vanno a caccia di ‘storie di interesse umano’, i nostri leader proclamano la loro preoccupazione e la vita prosegue”. “Negli ultimi 20 anni la Cina ha visto una trasformazione drammatica. I lavoratori migranti hanno costruito città di torri luminose, e le vie sotterranee e le autostrade che le collegano: sono loro che lavorano nelle pulizie e come guardie di sicurezza per tenere le città pulite e sicure; sono loro gli operai con bassi salari che sfornano [gli economici] prodotti ‘made in China’ che hanno cambiato l’economia mondiale. Generazioni di costoro – i migranti e i loro figli che diventano a loro volta migranti, hanno pagato con sudore e lacrime per lo sviluppo del Paese. Ma ancora, ogni anno, il loro ritorno a casa è  pieno di incertezze e difficoltà”. L’efficiente Cina “sembra incapace di risolvere il problema del viaggio dei migranti. La sola ragione immaginabile è che nessuno si preoccupa di risolverlo. Forse qualcuno può anche preferire lasciare le cose come stanno, per il proprio vantaggio. Per esempio, i dipartimenti e gli operatori ferroviari sembrano felici di fare soldi facili – come dicono i blogger, costoro ottengono denaro lasciando la gente attendere”: sono frequenti le lamentele che per acquistare i biglietti ferroviari occorre attendere ore in fila, o pagarli a maggior prezzo ai “bagarini”. “Per le aziende e gli uffici pubblici prevedere un  unico periodo di vacanza per tutti i lavoratori, invece che scaglionare le ferie, deve essere molto più conveniente”. I media esprimono simpatia per le difficoltà dei migranti e celebrano ogni anno la “incontrovertibile tradizione cinese. Il galà annuale per la festa di primavera della statale China Central Television, in particolare, parla del ‘viaggio per la festa di primavera’ [che ricorre ogni anno nel periodo delle feste del Capodanno cinese] quasi come un rituale religioso. Commentatori entusiasti parlano dei nuovi record mondiali creati dal massiccio movimento di persone, e di come costoro mostrano la pietà filiale e l’amore alla famiglia del popolo cinese, e come dimostrano la prosperità e l’armonia della società cinese. Per me, sono record sciagurati che soltanto evidenziano la miseria dei nostri lavoratori”. “Molti lavoratori migranti corrono a casa per il Nuovo anno lunare non tanto per il significato della riunione familiare per il Capodanno, ma perché non hanno altre ferie nell’anno che permettano loro di riunirsi con figli e genitori lasciati al villaggio”. “Se ai migranti fossero date maggiori opportunità di passare tempo con le famiglie, o anche di vivere con le loro famiglie nelle città [dove lavorano], loro di certo rivedrebbero la necessità di fare il faticoso viaggio a primavera. So di migranti che scelgono di non andare a casa per il capodanno, perché i figli si organizzano per andare a visitarli durante le vacanze estive e invernali”. “E’ possibile porre fine al crudele spettacolo del congestionato viaggio per il Nuovo anno. Le autorità devono soltanto allungare le vacanze dei lavoratori e scaglionarle. Se la vacanza deve coincidere con feste tradizionali per consentirne la celebrazione, possiamo anche usare la festa Ching Ming [che ricorda i defunti] e quella di Metà-autunno come occasioni alternative per una riunione della famiglia. Alcuni lavoratori viaggiano per migliaia di chilometri su treni sovraffollati per vedere la famiglia, ma possono stare a casa appena 3 o 4 giorni prima di dover tornare al lavoro”. “Sarebbe molto meglio permettere ai bambini di visitare i genitori durante le vacanze scolastiche in estate e in inverno, per passare tempo insieme. Ma per farlo, occorrono alcune condizioni. Anzitutto devono migliorare le condizioni di vita dei migranti. In secondo luogo, devono aumentare i loro redditi. Questo non è chiedere troppo per i lavoratori migranti che lavorano duro l’intero anno, permettere di avere con loro i figli per pochi mesi l’anno.  Se non è possibile, questa è con certezza una privazione dei loro diritti umani fondamentali”. “Il viaggio di massa per il Nuovo anno, che si ripete anno dopo anno, non è qualcosa che fa onore al popolo cinese: di fatto, è una profonda vergogna. La parte più inumana della cosiddetta tradizione è l’assurdità del sistema dell’Hukou, il sistema di registrazione dei residenti che costringe un’intera classe di cittadini a lasciare la famiglia in cerca di lavoro in luoghi lontani per guadagnare abbastanza per sfamare e vestire la famiglia e mandare i figli a scuola… Senza il sistema hukou, che tiene ognuno legato al luogo di origine, non ci sarebbe necessità di questo miserevole viaggio durante le ferie”. “E’ ridicolo cantare le lodi della ‘tradizione’. Invece dobbiamo chiederci se un popolo e un governo che affermano di avere a cuore la famiglia e gli affetti familiari dovrebbero permettere a centinaia di milioni di compatrioti di condurre una vita così perversa”. “Allungare il periodo delle ferie dei lavoratori e aumentare i loro salari, e anche riformare il sistema dell’hukou, non sono così difficili come qualcuno ritiene, se l’alternativa è proseguire i crudeli esodi di massa. Ma ci sono gruppi di interesse che non vogliono aiutare questi lavoratori e, ancora peggio, che vedono le loro pene come uno spettacolo festivo. Questo è il vero problema”.

Fonte: Asia News, 25 febbraio 2011