Ibridi uomo-animale, ecco a cosa lavorano i genetisti di Cina e Giappone

Ma le creature non saranno delle “chimere”. L’obiettivo primario è quello di produrre organi umani all’interno di esemplari geneticamente modificati. C’è tuttavia chi ha “creato” la prima scimmia dotata di cervello umano.

Nei laboratori segreti di Cina e Giappone si lavora per dar vita a creature ibride uomo-animale. L’obiettivo finale non è quello di creare degli animali super intelligenti (tranne in un caso), come neppure quello di donare all’uomo caratteristiche o capacità proprie degli animali. I genetisti intendono creare delle specie geneticamente compatibili con l’uomo così che possano sviluppare al loro interno degli organi utili per i trapianti. Sostanzialmente, fanno sapere i ben informati, gli scienziati selezioneranno degli esemplari e vi trapianteranno delle speciali cellule umane. La pratica, controversa, è considerata possibile ma viene scoraggiata in quasi tutto il mondo. Un freno etico che, anno dopo anno, sembra tuttavia perder di consistenza, e che in alcuni Paesi è stato addirittura rimosso.

Il governo giapponese, qualche mese fa, concesse ad un team di scienziati il nullaosta per condurre degli esperimenti di ibridazione uomo-animale. Come anticipato nessuno degli scienziati impegnati nei diversi progetti ha espresso l’intenzione di creare dei mostri, ma le implicazioni etiche restano tuttavia molte. Dopo molti anni di divieti, ad esempio, il ricercatore giapponese Hiromitsu Nakauchi è riuscito ad ottenere il via libera per una sperimentazione che, in pochi giorni, ha fatto rabbrividire la comunità scientifica internazionale. Il genetista, che pianificava la sperimentazione da una moltitudine di anni, intendeva creare degli embrioni uomo-animale che, da adulti, fossero in grado di trasformarsi in “incubatori d’organi”. Ci sarà riuscito? Questo non è dato saperlo, la sperimentazione è coperta dal massimo riserbo.

La procedura utilizzata è tuttavia nota. I genetisti si sono serviti di cellule umane, delle staminali pluripotenti indotte (iPS), e le hanno inserite negli embrioni di topo ripuliti dai geni necessari alla produzione del pancreas. Gli embrioni in questione sono stati poi impiantati in una madre surrogata: il nascituro, almeno in teoria, dovrebbe essere un topo dotato di pancreas umano… Si tratta ovviamente di un primo test che sarà seguito da altri, simili, effettuati però su animali geneticamente più compatibili con l’essere umano. A quel punto l’essere umano avrà a disposizione un immenso deposito di organi pronti per il trapianto…

La paura più grande sembra tuttavia collegata al rischio che le staminali umane possano “emigrare” dal luogo dell’impianto, andando a contribuire allo sviluppo di altri organi, come ad esempio il cervello. C’è poi un’altra questione sul tavolo, una questione di natura etica: è giusto allevare animali il cui destino è quello di morire per donare i propri organi all’uomo? In tanti ritengono tuttavia che questo aspetto sia moralmente superabile, anche perché non sarebbe diverso dall’allevare animali destinati al macello.

Parlando di ibridazione, anche la Cina è impegnata in progetti similari, se non addirittura più avanzati e inquietanti. Un team di ricercatori del Kunming Institute of Zoology ha annunciato qualche mese fa di aver avviato una sperimentazione genetica su un gruppo di scimmie. Nei primati sono stati trasferiti i geni che, nell’uomo, sono preposti al controllo dello sviluppo cerebrale. Le scimmie, si leggeva sulle pagine del Mit Technology Review, risultano esser decisamente più intelligenti degli esemplari “normali”, e la cosa preoccupa non poco la comunità scientifica.

Fonte: Tiscali News,24/09/2019

English article, The Guardian:

First human-monkey chimera raises concern among scientists

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