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I tibetani non vogliono festeggiare il capodanno in memoria degli immolati, e le autorità cinesi tentano di corromperli con soldi

Il governo cinese sta cercando di corrompere i tibetani che vivono all’interno del Tibet per indurli a celebrare il prossimo capodanno tibetano, il “Losar”, contro la loro volontà. Secondo quanto riferisce il sito Phayul, il governo sta distribuendo a tal fine a ciascuna famiglia tibetana 500 yuan (poco più di 50 euro), e 200 yuan a chi vive da solo. A seguito dell’ondata di immolazioni che si sono verificate negli ultimi 11 mesi soprattutto nella zona orientale del Tibet, la popolazione locale non intende celebrare il nuovo anno. Il popolo vede la rinuncia ai festeggiamenti come un gesto di solidarietà e di rispetto per quanti negli ultimi mesi hanno perso la vita o la libertà in nome della causa tibetana. Ma le autorità cinesi vogliono invece, con i soldi e regali, convincere i tibetani a festeggiare per tagliare con la questione delle immolazioni e mostrare un luogo dove regna la felicità. Il Congresso dei giovani tibetani, il più grande gruppo pro-indipendenza in esilio, a novembre ha invitato i tibetani a non festeggiare il Losar e a destinare le somme normalmente spese per la celebrazione dell’evento all’amministrazione centrale tibetana con sede a Dharamsala, in India (dove vive anche il Dalai Lama, in esilio). Secondo Phayul, a seguito anche di tali indicazioni, il 99% della popolazione quest’anno non intenderebbe festeggiare il capodanno ma alcuni finiranno comunque col farlo in quanto temono che il non festeggiare possa avere un peso politico, urtando le autorità cinesi ed esponendoli ad eventuali reazioni negative da parte di queste. Il Losar celebra i quindici giorni nei quali il Buddha mostrò quindici miracoli, uno al giorno, per aumentare i meriti e rafforzare la fede nei suoi discepoli. Cade i primi quindici giorni del primo mese dell’anno secondo il calendario lunare tibetano.

Fonte: Partecinesepartenopeo, 18 gennaio 2012