I praticanti del Falun Gong danno ai loro persecutori un’altra possibilità

Matthew Robertson, Epoch Times | 4/05/2015
Chen Guangcheng, il famoso attivista dei diritti civili cinese cieco, era detenuto nella prigione di Linyi nella provincia di Shandong. Un giorno, una guardia carceraria con cui Chen sta conversando, riceve a un tratto una telefonata sul cellulare: la guardia risponde davanti a lui e rimane ad ascoltare per circa tre minuti senza dire una parola.

Nella foto: le persone del Centro Servizi Globale per Dimettersi dal Pcc partecipano alla parata del Capodanno cinese a Flushing a New York, l’8 febbraio 2014. (Edward Dye/Epoch Times)

«Che genere di chiamata è quella in cui uno sta solo ad ascoltare senza parlare?», chiede Chen alla guardia al termine della telefonata. «Penso fosse una chiamata da parte dei praticanti del Falun Gong» risponde la guardia. «All’inizio hanno detto che la chiamata sarebbe durata poco più di tre minuti. Era a proposito del Partito Comunista e del ‘Tuidang’».

A partire dal 14 aprile, il ‘Tuidang’ (in cinese, ‘dimettersi dal Partito’) ha raccolto duecento milioni di sottoscrizioni: persone di ogni ceto sociale in tutta la Cina ricevono telefonate come quella della guardia carceraria; altre trovano volantini sotto la porta di ingresso, altre ancora si convincono nel corso di una conversazione e si dimettono dal Partito Comunista in un secondo momento (o si accordano affinché qualcun’altro presenti dimissioni in loro vece).

Una parte sconosciuta dell’esorbitante numero di cinesi che si sono svincolati dal Partito (in seguito a una telefonata simile a quella ricevuta dalla guardia carceraria), provengono dalle viscere dell’apparato di Partito stesso. I volontari del Falun Gong all’estero fanno leva su queste telefonate – mirate non solo agli agenti di pubblica sicurezza in senso stretto, ma anche ai loro amici e familiari – con l’obiettivo mettere sotto pressione i persecutori dal punto di vista sociale: per farli smettere dal perpetrare violenza contro il Falun Gong e, in ultimo, per far in modo che si dimettano dal Partito.

L’attivista cieco Cheng Guanchen prende parte a una protesta per i prigionieri politici detenuti in Cina al Campidoglio di Washington, il 17 settembre 2014. (MLADEN ANTONOV/AFP/Getty Images)

Un docente universitario ha definito questo fenomeno con l’espressione «Fermare Eichmann», in riferimento al famigerato burocrate nazista la cui difesa, di fronte all’accusa di crimini contro l’Umanità, era stata quella di aver solo fatto il proprio lavoro.

ADDETTA ALLE CHIAMATE GIORNALIERE

Yan Fulan, praticante della disciplina spirituale del Falun Gong e – a sua volta – dimissionaria volontaria ‘Tuidang’, è una di quei volontari che fanno le telefonate di ‘Tuidang’.

Dal suo piccolo appartamento di Flushing [un quartiere della città di New York, ndt], trascorre diverse ore ogni mattina (per iniziare a telefonare si alza alle 6 del mattino, quando in Cina è prima serata) e altrettante ogni sera, a chiamare guardie carcerarie, direttori dei campi di lavoro forzato e agenti dell’Ufficio 610, l’organizzazione extralegale del Partito istituita per sovrintendere e coordinare la persecuzione contro il Falun Gong.

Yan Fulan, volontaria del Tuidang, chiama le persone che vivono in Cina dal suo appartamento a Flushing a New York, il 15 aprile 2015. Milioni di volontari come Yan hanno convinto più di 200 milioni di cinesi a dimettersi dal Partito comunista cinese. (Edward Dye/Epoch Times)

«Chiamiamo i dipendenti degli uffici di pubblica sicurezza, le guardie carcerarie e tutti quei posti in cui si è annidato il male», ha dichiarato Yan in una recente intervista. Lei e gli altri addetti alle chiamate ricevono i numeri da chiamare da altri volontari, alcuni dei quali vengono recuperati da Minghui, uno dei siti web dei praticanti del Falun Gong.

«Negli anni passati, quando chiamavamo ci rispondevano male: dicevano di non credere a quello che stavamo raccontando e che era tutto falso», ha aggiunto. «Erano particolarmente increduli all’idea che gli ospedali militari cinesi fossero impiegati per un prelievo organizzato di massa degli organi dei praticanti del Falun Gong, e che le persone morte in conseguenza di ciò si contassero a decine di migliaia».

«Ma queste diffidenze si sono in parte affievolite negli ultimi tempi» aggiunge Yan «In particolare, a seguito di alcune rilevanti epurazioni di certi membri del Partito, il cui ruolo guida nella persecuzione contro il Falun Gong era stato determinante, e tra i quali erano inclusi il capo della sicurezza Zhou Yongkang e l’ex capo dell’Ufficio 610 Li Dongsheng».

«Esponiamo le prove in telefonate di cinque/sei minuti. Le persone ascoltano tutto, non sanno cosa ribattere e dicono: ‘Ho capito, ho capito’. Poi, diamo loro il numero di telefono di un delatore [in modo che possano riferire sui crimini commessi nel perseguitare il Falun Gong, ndr]».

Yan precisa, inoltre, che di norma il destinatario è disposto ad ascoltare per circa il 70 per cento della durata della chiamata, sebbene altri volontari raggiungano un tasso di successo solo di una telefonata su cinque o su dieci.

‘IL MALE HA DELLE CONSEGUENZE’

Uno dei messaggi chiave che i volontari cercano di trasmettere alle guardie, è il concetto di retribuzione karmica: un’idea che è parte integrante dell’insegnamento spirituale del Falun Gong.

Una volontaria di nome Yinan stabilitasi nel New Jersey in qualità di cinese richiedente asilo politico, stima di aver persuaso diverse decine di migliaia di cinesi a dimettersi dal Partito Comunista, parte dei quali sono funzionari del Partito e membri delle forze di sicurezza.

 «Tutti sanno che il malvagio Partito è cattivo», spiega Yinan. Ma, nonostante ciò, Yinan ha scoperto quanto a volte questo messaggio possa essere difficile da comunicare, a persone la cui intera vita sia un prodotto del Partito. «Noi spieghiamo che il bene e il male hanno delle conseguenze» precisa Yinan, che spiega anche quanto il Falun Gong si sia diffuso in tutto mondo e come sia solo il Partito Comunista Cinese a perseguitarlo. A volte le sue chiamate si concludono con una dimissione dal Partito, altre volte col silenzio o con un insulto.

In una recente conferenza sugli studi asiatici, il professore dell’Università di Chicago Andrew Junker, ha presentato un documento specifico sulla questione dei volontari del Falun Gong, impegnati nel contattare i membri dell’apparato di sicurezza per chiedere loro di smettere di partecipare alla persecuzione della disciplina.

Il professor Junker ha intitolato il suo documento ‘Fermare Eichmann: Il boomerang transnazionale del Falun Gong’, e ha dichiarato che «L’attivismo telefonico» dei praticanti è appunto «Un tentativo di interrompere la bassa operatività propria della quotidiana sovranità esercitata dai burocrati e, più in generale, dai destinatari delle chiamate».

Yinan, volontaria del Tuidang, effettua le chiamate alle guardie carcerarie e ad altri in Cina per convincerli a dimettersi dal Partito Comunista. (NTD Television)

«Chiamano il cognato o la moglie del capo della polizia», ha spiegato Junker nel suo intervento: «Immaginate una telefonata che arrivi da Taiwan: ‘Sapevi che tuo cognato è coinvolto in questo e quest’altro?’»

La volontaria del ‘Tuidang’ Yinan, ha spiegato che spesso riescono a ottenere i numeri di telefono dai praticanti del Falun Gong imprigionati in Cina, che li memorizzano dopo averli visti dalle fotografie e dai manifesti appesi sulle pareti delle carceri, mentre altre informazioni sono disponibili anche online.

L’effetto complessivo di questi sforzi è difficile da quantificare, poiché – dei duecento milioni di persone dimessesi ad oggi dal Partito comunista cinese – è difficile identificare quali appartengano ai servizi di sicurezza o siano funzionari del Partito stesso. Ciononostante, per Chen Guangcheng gli sforzi fatti stanno portando a reali progressi.

Chen ricorda di aver raccontato, ai membri del personale di un centro di rieducazione, del suo incontro con il poliziotto che aveva ricevuto la telefonata di ‘Tuidang’, e del suo atteggiamento di sospetto verso il Partito Comunista. «I quadri mi dicevano che questa sfiducia verso il Partito è radicata e comune: l’intero apparato del Partito e le forze di sicurezza percepiscono che il Partito Comunista cinese ha i giorni contati. Il cambiamento arriverà, anche se nessuno sa quando».

Chen ha infine aggiunto: «Le persone con cui sono entrato in contatto, servivano il Partito solo per dei piccoli benefici personali o perché sono corrotte. Era chiaro come ne stessero attendendo il collasso, e quanto fossero pronte a dileguarsi immediatamente all’avvenuto crollo del Partito».


Fonte: Epoch Times, http://epochtimes.it/n2/news/i-praticanti-del-falun-gong-danno-ai-loro-persecutori-unultima-possibilita-1178.html

English article: Telephone Marathon Into China Targets Persecutors

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