I parrucchieri cinesi, per esempio [video]

Il 9 giugno, Radio24 ha mandato in onda una puntata molto interessante del programma “Generazione Mobile” di Sergio Nava. Viene spiegato che la Cina sta adottando una serie di norme restrittive. Il paese si sta chiudendo e sta diventando molto selettivo per il rilascio di permessi di soggiorno e di lavoro. Pechino chiede che il giovane straniero, che voglia acquisire un’esperienza lavorativa in Cina, abbia nel curriculum almeno due anni di lavoro nel paese d’origine nel settore specifico in cui sta cercando lavoro.

Queste sono le condizione restrittive recentemente introdotte. Quindi vengono esclusi i neo laureati in cerca di una prima esperienza lavorativa all’estero. Inoltre le possibilità sono circoscritte quasi esclusivamente a chi ha una formazione nei settori tecnico scientifici avanzati. Ingegneri, medici, manager, architetti, docenti universitari, tutti con un buon livello di inglese. Dunque per un giovane straniero diventa sempre piú difficile lavorare stabilmente in Cina.  www.cinadifrontiera.com

E da noi come funzionano le cose? Ospitiamo una comunità cinese molto numerosa e chiusa, di cui abbiamo poche informazioni. Vediamo che molti di loro aprono attività di ogni genere ma quando si approfondisce emergono molte cose interessanti.

Così torna alla mente una puntata de “La Gabbia – La7”, dove venne trasmessa un’inchiesta sui parrucchieri cinesi in Italia. Anche se si tratta di un reportage di circa due anni fa, immaginiamo che la situazione ad oggi sia solo peggiorata. Nel video (che proponiamo) si vede uno sconcertante insieme di reati: lavoro in nero, evasione fiscale, licenze false, violazione delle norme igienico-sanitarie, utilizzo di prodotti non conformi, solo per citarne alcuni. Si tratta di un semplice esempio. Ed il resto? Ció che sta sotto i nostri occhi quotidianamente e che si concretizza in una concorrenza sleale per chi svolge in modo corretto e nel rispetto delle leggi la propria attività? Questo non sarebbe nemmeno un problema complicato da affrontare, non riguarda i trattati internazionali ma si tratta esclusivamente di questioni interne.

La responsabilità è politica e adesso è la politica che deve risolvere il problema. Queste sacche di illegalità vanno estirpate. Per una volta possiamo essere noi quelli che copiano da loro e diventare esigenti, selettivi e rigorosi.Nel nome del “Rispetto & Reciprocità”.


Fonte: againstchina.com, Marzio Ammendola, 12 giu 18

Video:http://www.la7.it/la-gabbia/video/il-segreto-dei-prezzi-bassi-dei-parrucchieri-cinesi-08-10-2015-164166

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