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I Cinesi rimpiangono l’ambasciatore americano umile

Lu Che,The Epoch Times, 22.11.2013

Fin da quando Gary Locke è stato avvistato in coda per il suo caffè – mentre aspettava il volo per Pechino dove si sarebbe insediato come ambasciatore americano – ha stretto un legame con il popolo cinese, oltre a suscitare il risentimento dei funzionari. Dopo le sue dimissioni – annunciate il 20 novembre sebbene il suo mandato dovesse concludersi all’inizio del 2014 – alcuni utenti internet cinesi si sono chiesti se la cosa fosse legata al regime.

In un’intervista al Los Angeles Times, Locke afferma di essersi dimesso per il bene della sua famiglia, in modo che i suoi figli possano frequentare le scuole in America.

(Nella foto Gary Locke, ambasciatore americano in Cina)

UMILTÀ

Nonostante i modi modesti e semplici di Locke non sembrano rappresentare un vero e proprio problema, la sua figura è stata accompagnata da polemiche dal momento in cui ha assunto la carica di ambasciatore.

Le foto scattate all’aeroporto di Seattle quando fu avvistato in fila da Starbucks, trasportando il suo stesso bagaglio, hanno fatto il giro della rete cinese.

Gli internauti hanno notato che Locke volava in economy class, e cominciavano ad auspicare che «più funzionari cinesi scegliessero di volare in classe economica».

Lo hanno contrapposto ai funzionari cinesi, notoriamente corrotti e amanti del lusso, che difficilmente trasportano i propri bagagli o aspettano in fila. Locke, il primo cinese-americano a ricoprire la carica di ambasciatore, conduceva uno stile di vita simile a quello di un cinese qualsiasi.

Solo un mese dopo il suo arrivo a Pechino, il portavoce del Global Times [quotidiano del Partito comunista cinese ndt] sentenziava che Locke fosse una «star politica» che «si atteggiava da persona onesta».

Altri episodi hanno contribuito a dipingere la figura di Locke come quella di una persona modesta. Per esempio, nell’aprile 2012, l’ambasciatore americano in Cina si è rifiutato di pernottare in uno hotel cinque stelle, assegnatoli dal Boao Forum for Asia, un meeting in cui stava partecipando nella provincia cinese del Hainan, poiché il costo del hotel era il triplo di quanto permettesse il governo americano.

In numerosi articoli, i media cinesi hanno portato avanti un’insistente protesta contro l’ambasciatore e i suoi modi di fare umili di fronte al pubblico cinese, il cui obiettivo a loro giudizio era quello di «creare problemi e interferire con gli affari politici cinesi».
Tuttavia, quello che infastidiva i funzionari cinesi, avvicinava sempre più Locke al popolo cinese.

«Locke ha sorpreso molti Cinesi con la sua umiltà, e la semplicità dei suoi modi. Ha fatto sì che la gente riflettesse su sè stessa, e questo è il miglior regalo che ha fatto ai Cinesi», scriveva l’utente di internet Xuylie Yinkji.

PM 2.5

Locke ha spinto il popolo cinese a credere che la sua priorità fosse il loro benessere con un semplice step: ha iniziato a pubblicare l’indice PM 2.5.

Il PM 2.5 è l’unità di misura delle polveri sottili nell’atmosfera. Quanto più alto è il PM 2.5, quanto più fitto e dannoso è lo smog.

L’ambasciata americana ha cominciato a misurare il PM 2.5 giornalmente. Quando Locke ha cominciato a pubblicare i risultati, i Cinesi si sono potuti rendere conto che erano diversi da quelli diffusi dall’Ufficio di Protezione ambientale della Cina. L’inquinamento atmosferico a Pechino era molto più elevato di quanto ammettessero i funzionari.

I media cinesi hanno protestato nuovamente. Il Beijing Daily, ha in breve tempo pubblicato un articolo in cui Locke era criticato, sostenendo che l’ambasciata americana stesse testando il tasso d’inquinamento atmosferico «disturbando l’assetto urbano della città di Pechino».

Gli internauti hanno giudicato le cose diversamente. «Locke ha investito molte energie nel progetto PM 2.5, dando così al popolo cinese una lezione chiara, da cui imparare e per prendere coscienza dell’ambiente. Ha fatto un ottimo lavoro», scriveva Tiangao Yudan.

Pan Shiyi, presidente della più grande impresa di costruzioni cinese afferma, «Gary Locke ha insistito nel registrare il PM 2.5 ogni giorno, ed è finalmente riuscito a catturare l’attenzione di uffici importanti verso le condizioni atmosferiche».

RIFUGIO

Durante il suo mandato, le porte dell’ufficio consolare americano sono state aperte due volte a rifugiati politicamente molto importanti.
Il 6 febbraio 2012, Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing e braccio destro dell’allora aspirante leader del partito comunista Bo Xilai, ha chiesto di essere ammesso al consolato Americano di Chengdu. I funzionari hanno interrogato Wang per più 24 ore – suscitando il malcontento degli ufficiali cinesi – prima che Wang fosse rimandato indietro.

Quando nell’aprile 2012 il dissidente cieco Chen Guangcheng fuggì dagli arresti dominicali abusivi a cui era stato costretto nella sua città (Linyi nello Shandong), andò a Pechino, dove Locke gli offrì rifugio nelle sedi dell’ambasciata americana. Locke l’aiutò inoltre negoziando il suo trattamento sanitario e garantendo una via d’uscita sicura verso gli Stati Uniti a lui e alla sua famiglia.

Il Beijing Daily accusò Locke di essere stato «audace e incauto» per aver ammesso Chen nell’ambasciata, giudicando l’atto «pericoloso per la stabilità sociale cinese».

Nella sua lettera di dimissioni, Locke si è fregiato dei suoi sforzi nel sostenere i principi americani verso il popolo cinese: «Abbiamo promosso i valori americani attraverso il confronto con i leader religiosi e gli avvocati dei diritti umani, visitando le minoranze etniche nel Tibet e nello Xinjiang».

Il blogger cinese Feizhu Manjuan ha avuto una visione più pessimista in merito alla decisione di Locke di lasciare la Cina.
«Che cosa può fare Gary Locke in qualità di ambasciatore in un Paese come questo [la Cina]? Che cosa può cambiare anche se lo volesse? Può riuscire ad accettare il disordine e la corruzione cinesi? Niente può cambiare»

Fonte: http://www.epochtimes.it/news/i-cinesi-rimpiangono-l-ambasciatore-americano-umile—124681

English Version:
http://www.theepochtimes.com/n3/366083-chinese-people-regret-humble-us-ambassadors-departure/?photo=1 [1]