I Cinesi rifiutano il ‘Made in China’, economia cinese in difficoltà

Frank Fang, Epoch Times | 1/03/2015

Il progetto del regime cinese di formare una classe media di consumatori sta affrontando un momento difficile. Piuttosto di spendere i loro soldi in prodotti cinesi, i ricchi della Cina viaggiano all’estero per acquistare di tutto: dagli alimenti per neonati alle tavolette del water.

Nel novembre 2012 il leader del regime cinese, Xi Jinping, ha menzionato per la prima volta il ‘sogno cinese’. Di fronte ad un Paese corroso dalla corruzione e una crescente bolla economica, due anni dopo, ha fatto maturare questo concetto in un progetto per formare una classe media cinese che sarebbe divenuta il fondamento della società.

Il ‘sogno cinese’ proposto da Xi è stato successivamente descritto da Cheng Li, direttore di ricerca e membro più anziano presso il John Thornton China Center of the Brookings Institution, secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua, come ‘un progetto per una classe media in Cina’.

Dietro la facciata di potenza economica e di centro produttivo mondiale della Cina, c’è un Paese dal fascino economico in lenta svalutazione dovuta al rallentamento della sua economia. Uno problema cruciale è che i cinesi non hanno alcuna fiducia nei prodotti ‘made in China’.

Anziché spendere i loro soldi in Cina, i membri della classe media cinese viaggiano altrove e fanno provviste di merci da portare a casa. Le persone di Hong Kong chiamano i clienti del continente cinese ‘cavallette’, dal momento che acquistano merci come alimenti per neonati, gioielli, sacchi di riso, tavolette del water e pentole elettriche per riso.

L’enfasi del regime cinese sulla crescita economica ha un costo di qualità e ha provocato un forte inquinamento. Il 16 per cento del territorio cinese è inquinato, lo dimostrano le informazioni rilasciate, nell’aprile 2014, dal Ministero di Protezione Ambientale della Cina, secondo il portale di notizie Sina.com.

In Cina alcuni coltivatori di riso rifiutano persino di mangiare il riso che coltivano loro stessi, a causa del forte inquinamento della terra, ha riportato Sina.com.

Il Giappone sta assistendo ad un simile sciame di ‘cavallette’ cinesi. «Ogni talvolta che ci sono turisti cinesi, vorrebbero comprare ogni singola tavoletta del water nel nostro magazzino», ha affermato un addetto alle vendite giapponese di un negozio duty free allo Xinhua, il 27 gennaio.

Secondo Sina, su Taobao, la versione cinese di eBay, i sacchi di riso prodotti in Giappone sono stati etichettati con lo slogan ‘nessun inquinamento da metalli pesanti, a differenza di quelli prodotti in Cina’.

Xinhua, uno dei portavoce ufficiali del regime cinese, ha commentato: «In futuro, potrà esserci un prodotto fabbricato in Cina, che farà sì che la nostra classe media cinese non avrà bisogno di andare in un altro Paese per comprare tavolette del water».

Siccome i compratori cinesi si rivolgono altrove, l’economia cinese è in difficoltà. L’immagine del ‘boom economico’ della Cina è altrettanto in declino. Un recente sondaggio Gallup ha scoperto che gli americani sono meno intimiditi dall’economia cinese. Ha scoperto che il 60 per cento degli americani – fino al 48 per cento nel 2013 e 2014 – non vedono l’economia cinese come una minaccia fondamentale per gli interessi vitali degli Stati Uniti.

Fonte,Epoch Times-http://epochtimes.it/n2/news/i-cinesi-rifiutano-il-made-in-china-economia-cinese-in-difficolta-476.html

Articolo in inglese: ‘Made in China’ Isn’t Selling in China, and It’s Affecting the Economy

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