Hong Kong vieta gli slogan di protesta mentre si avvicina la visita del presidente cinese

Poster o manifesti che potrebbero ‘imbarazzare’ i leader, come per esempio riferimenti a piazza Tiananmen, sono stati rimossi dalle strade.

Una donna si pone con un cartello con la scritta ‘Vogliamo il suffragio universale’ accanto a una sagoma di cartone di Xi Jinping in possesso di un ombrello giallo – il simbolo del movimento democratico di Hong Kong – durante una protesta nel 2014

La polizia di Hong Kong ha lanciato una battaglia contro manifesti e immagini politiche prima della visita alla città del presidente cinese Xi Jinping, per evitare di “imbarazzare” i leader del paese.

Questa settimana parti di Hong Kong saranno blindate e almeno 9.000 funzionari di polizia, quasi un terzo delle forze del territorio, saranno impegnati durante la visita di tre giorni di Xi, a partire da giovedì.

Alla polizia è stato ordinato di rimuovere tutto ciò che ricordi le vittime del massacro di Piazza Tiananmen nel 1989, o che richieda elezioni dirette del governatore della città, secondo i resoconti dei mezzi d’informazione locali. L’obiettivo di questa limitazione del diritto di libertà di espressione è di “evitare che i leader siano messi in imbarazzo”, quindi nessuna scritta deve apparire lungo il percorso di Xi attraverso la città.

Questa tattica di solito è associata alla Cina continentale, dove il dissenso è ben poco tollerato, e non è tipica di Hong Kong.

Una fonte all’interno della polizia ha confermato la direttiva, aggiungendo che gli ufficiali in prima linea sono sotto fortissima pressione per assicurare che la visita di Xi si svolga senza problemi e che i manifestanti siano tenuti lontani.

Le immagini di Xi che regge un ombrello giallo, simbolo delle proteste a favore della democrazia del 2014, saranno rimosse dalla polizia.

Xi visiterà Hong Kong per celebrare il ventesimo anniversario della consegna della città da parte del Regno Unito alla Cina, e per assistere al giuramento del nuovo governatore generale.

Dal momento del passaggio nel 1997, il primo luglio è generalmente caratterizzato da proteste su vasta scala, e i partiti di opposizione quest’anno hanno promesso di allearsi per far sentire la propria voce. Joshua Wong, un noto attivista pro-democrazia, ha fatto un appello: “Manifestare anziché celebrare” durante la visita di Xi.

Ma gli attivisti protestano contro le autorità di Hong Kong, le quali stanno tentando di ridurre al minimo la possibilità di protesta. I funzionari hanno, infatti, negato ai manifestanti l’uso del solito punto di raduno nel parco Victoria, da cui comincia il corteo che sfila fino al distretto finanziario della città.

La polizia di Hong Kong non ha risposto alle richieste di commento.

The Guardian,24 giugno 2017

Traduzione Andrea Sinnove,LRF Italia Onlus

English article,The Guardian:

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