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Hong Kong, tutto pronto per i funerali di Szeto Wah

I funerali di Szeto Wah, icona del movimento democratico di Hong Kong e in Cina morto all’inizio del mese per un cancro al fegato, si terranno domani 28 gennaio presso la chiesa cristiana battista di S. Andrea nel distretto di Tsimshatsui, a Kowloon. Il pastore Chu Yiu-ming, che officerà la cerimonia pubblica, ha spiegato che questa “sarà divisa in tre parti, dato l’enorme numero di persone che vuole rendere l’estremo saluto a Szeto Wah”. All’ingresso del feretro nella chiesa, una campana suonerà per 6 volte. Il tempio sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 13; dalle 13 alle 15 sarà riservato invece l’ingresso ai rappresentanti dei governi stranieri e di quello di Hong Kong. Fuori dalla porta di ingresso sarà posto un libro per le condoglianze. Lee Cheuk-yan, sindacalista e attuale presidente temporaneo dell’Alleanza per il sostegno del movimento democratico in Cina (fondato proprio dal defunto), aggiunge che saranno presenti i rappresentanti di 14 nazioni diverse, così come diversi membri del governo di Hong Kong. Non è ancora chiaro se il capo dell’Esecutivo del Territorio, Donald Tsang, parteciperà o meno; fuori discussione, ormai, la presenza di rappresentanti del governo centrale. Pechino ha affidato proprio a Donald Tsang – che porta avanti una politica filocinese – il compito di esprimere “cordoglio” per la morte di Szeto Wah, ma non ha mai commentato in modo ufficiale la dipartita di uno dei suoi oppositori più fieri. L’impegno del grande sindacalista per i martiri di piazza Tiananmen, il sostegno fornito agli studenti proprio nel 1989 e l’opera di costante memoria dei fatti del 4 giugno hanno infastidito moltissimo la Cina continentale. Anche per questo il governo locale ha impedito a due ex leader di Tiananmen – Wuer Kaixi e Wang Dan – di ottenere il visto di ingresso a Hong Kong per il funerale. Entrambi vivono a Taiwan, ma al secondo è stato già negato ufficialmente il permesso; il primo dice di sperare ancora nell’approvazione della richiesta. Parlando a una conferenza stampa, Wang ha detto: “Nessuno mi ha dato spiegazioni. Temo molto per il futuro di Hong Kong”. Un dissidente che vive all’estero, Qin Jin, sostiene che sia la paura ad aver influito sul rifiuto di concedere il visto: “I funerali di Hu Yaobang hanno provocato le prime proteste, che terminarono con i moti di piazza Tiananmen. Pechino teme forse che anche questi funerali potrebbero scatenare la stessa cosa?”. Un editoriale dell’edizione odierna del South China Morning Post attacca la decisione del governo: “Wang Dan non è un terrorista o un criminale. Non minaccia la vita o la sopravvivenza del nostro territorio. Ma il governo gli ha impedito di entrare: e questo dimostra una mancanza di tolleranza che non rende giustizia a Hong Kong. I danni fatti con questa decisione si possono sanare soltanto dando ai dissidenti il permesso di venire ai funerali di Szeto Wah”.

Fonte: Asia News, 28 gennaio 2011