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Hong Kong, legge sulla sicurezza: Le librerie ritirano i testi ‘pro-democrazia’

Le autorità vogliono verificare la loro compatibilità con la nuova normativa. Joshua Wong: Censura come in Cina. Tanya Chan: La popolazione si autocensura per evitare problemi.

 

 

Scompaiono dalle librerie cittadine i volumi “pro-democrazia”. Secondo le autorità locali, i testi sono stati ritirati per verificare la loro compatibilità con la nuova legge sulla sicurezza. Il South China Morning Post riporta che almeno nove libri non sono più disponibili, tra cui quelli di Joshua Wong e Tanya Chan, due noti esponenti del fronte democratico.

La nuova normativa, entrata in vigore il 30 giugno, introduce i reati di separatismo, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere. Pechino l’ha imposta per soffocare il movimento democratico, che da un anno manifesta per l’autonomia di Hong Kong dalla madrepatria e per il mantenimento del suo sistema liberale.

Finora la polizia ha arrestato 10 persone con l’accusa di aver violato il provvedimento. Molte personalità democratiche temono ora di essere fermate ed estradate in Cina, dove verrebbero giudicate dai tribunali della madrepatria. Alcune di esse, come Nathan Law [1], hanno abbandonato Hong Kong e si sono rifugiate all’estero.

Il governo cinese e l’esecutivo di Hong Kong sostengono che la legge sulla sicurezza non cancella le libertà garantite dalla Basic Law, la mini-Costituzione su cui si basa l’autonomia della città. Per il campo democratico, il ritiro dei “testi politici” dalle librerie dimostra il contrario. Wong ha affermato che ora a Hong Kong c’è la stessa censura che vige in Cina. Secondo Chan, la nuova normativa è talmente repressiva che la popolazione è spinta ad autocensurarsi per evitare problemi.

Fonte: Asia News7Agenzie,06/07/2020 [2]

Versione inglese:

Hong Kong, security law: bookstores pull ‘pro-democracy’ texts  [3]