Hong Kong, la Cina sfida gli studenti: “Destinati a sconfitta”

Da Pechino nessun dialogo con i manifestanti. Contatti tra i leader della protesta e il governo dell’ex colonia britannica.

Prove di dialogo in fumo tra il movimento Occupy Central e Pechino. Ad Hong Kong risale la tensione dopo che il giornale ufficiale del Partito comunista cinese, il Quotidiano del Popolo, ha pubblicato un secondo editoriale fortemente critico verso gli studenti che reclamano elezioni veramente libere. La loro causa, secondo il giornale, “è destinata alla sconfitta” e le loro rivendicazioni non sono “né legali, né ragionevoli”.

Contatti tra gli studenti e il ‘chief executive’

Ad Hong Kong, i presidi istituiti dai giovani contestatori domenica scorsa sono ancora in piedi, anche se sembrano indeboliti rispetto agli ultimii giorni. Durante la notte il capo del governo locale, il cosiddetto “chief executive” Chun-ying Leung, ha respinto la richiesta di dimissioni, ma ha annunciato l’inizio di un dialogo con gli studenti. I giovani hanno accettato la richiesta e sono in contatto con la “chief secretary” Carrie Lam, di fatto la “numero due” del governo dell’ ex-colonia britannica, per stabilire tempi e modalità del dialogo.

Polizia: “No ad azioni illegali”

La situazione era precipitata in mattinata in una delle zone bloccate dai contestatori, quella di Tamar, dove sorgono gli uffici del governo e la sede locale dei militari dell’ Esercito Popolare di Liberazione cinese, quando un gruppo di giovani ha affermato di aver scoperto all’interno di un’ambulanza, alla quale era stato consentito di passare, rifornimenti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma per la polizia. Le dichiarazioni del portavoce della polizia Steve Hui, secondo il quale la polizia “non tollererà nessuna azione illegale contro gli edifici del governo”, non hanno aiutato a calmare gli animi.

Il Dalai Lama: “Prego per Hong Kong”

I leader della rivolta giovanile Joshua Wong e Agnes Chow hanno invitato i partecipanti alla protesta a radunarsi a Tamar per far fronte ad un eventuale attacco della polizia. Il rischio di una rincorsa della tensione preoccupa l’Unione europea che ha lanciato un appello alle parti “a proseguire sulla strada della moderazione”. “Il mio augurio è che il problema venga risolto pacificamente con beneficio reciproco. Questa è l’unica cosa che posso fare, pregare e sperare”, ha commentato il Dalai Lama, riferendo di osservare “seriamente la situazione”.

Le ragioni della protesta

La rivolta dei giovani ha come primo obiettivo l’annullamento delle severe limitazioni imposte in agosto da Pechino alle prossime elezioni per il “chief executive”, che si terranno nel 2017. Il governo centrale ha deciso di consentire elezioni a suffragio universale ma i candidati non potranno essere più di tre e dovranno in precedenza essere approvati da un collegio elettorale controllato da Pechino. C.Y.Leung è diventato il principale bersaglio della contestazione dopo aver fatto intervenire la polizia contro gli studenti nella prima giornata di protesta, domenica.

RaiNews,03/10/2014

English version,Voice of America,click here: China: Hong Kong Pro-Democracy Protests ‘Doomed to Fail’

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