Hong Kong canta e veglia per Liu Xiaobo. Il Legco boccia una mozione a favore del dissidente

La mozione domandava la liberazione dell’attivista di Carta 08 ed era stata presentata dai democratici del parlamento. Il governo del territorio si giustifica. Ieri 500 persone hanno dedicato canzoni e poesie allo scrittore condannato a 11 anni di prigione. Istituito un premio intitolato a Liu Xiaobo. Un seminario all’università di Hong Kong.
Il parlamento di Hong Kong (Legco) ha bocciato stamane una mozione per “liberare Liu Xiaobo”. La mozione era stata presentata dal parlamentare cattolico Fred Li Wah-ming, membro del partito democratico e sostenuta da altri legislatori filo-democratici.
Liu Xiaobo, uno degli estensori di Carta 08, è stato condannato il 25 dicembre scorso a 11 anni di prigione, accusato di “sovversione contro il potere dello Stato”.
Carta 08 è un documento pubblicato nel dicembre 2009, che chiede alla Cina di rispettare la dignità dell’uomo e i diritti umani, come predica la Costituzione cinese e domanda al Partito comunista di rinunciare al suo monopolio del potere.
Il governo di Hong Kong, in una dichiarazione diffusa stamane, afferma che, in nome del principio “una nazione, due sistemi”, sarebbe “inappropriato” per il governo locale commentare su una decisione fatta all’interno del sistema giuridico cinese.
Ieri sera, per spingere l’approvazione della mozione, almeno 500 persone hanno organizzato una veglia a lume di candela fuori dell’edificio del Legco in Central, per esprimere solidarietà all’attivista in prigione.
I partecipanti hanno cantato canzoni legate al tema dei diritti umani e letto due poesie scritte da Liu Xiaobo, oltre a diverse poesie a lui dedicate. Una canzone, in particolare, “Non accetto di dimenticare”, composta in origine per le Madri di Tiananmen, è stata cantata in offerta per Liu. Le Madri di Tiananmen sono un’associazione di genitori e parenti che chiedono al governo giustizia sul massacro dei loro cari, uccisi dai carri armati il 4 giugno 1989. L’ex professore Ding Zilin, fra le fondatrici del gruppo, è anche una dei firmatari di Carta 08.
Fra gli interventi al raduno vi è Patrick Poon Kar-wai, vice-presidente dell’Independent Chinese Pen Centre. Ad AsiaNews egli ha rivelato che il segretario dell’associazione a Shenzhen (Cina), Zhao Dagong, un altro firmatario di Carta 08, è stato sequestrato dalla polizia la sera dell’11 gennaio. Poon, cattolico, ha detto che non si sa dove Zhao sia detenuto.
Circa metà dei 10 mila firmatari di Carta 08 vivono in Cina. Molti di essi sono agli arresti domiciliari o controllati di continuo. Altri temono di essere arrestati in futuro.
Poon ha detto che il Pen Centre, di cui Liu Xiaobo è presidente onorario, nel 2010 varerà un premio in suo onore. Il Pen Centre cinese ha circa 200 membri fra scrittori, giornalisti e altri. Metà sono della Cina popolare. I Pen Centre di oltre 70 nazioni hanno domandato alla Cina di liberare Liu Xiaobo.
Mak Yin-ting, presidente dell’Associazione dei giornalisti di Hong Kong, parlando al raduno ha detto che Hong Kong “non può chiudere gli occhi” di fronte a uan violenza simile nel soffocare il diritto di parola.
La veglia è stata organizzata da 13 associazioni. Fra questi vi sono: l’Hong Kong Christian Institute, il China Human Rights Lawyers Concern Group, la Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Hong Kong; l’ Hong Kong Alliance in support of Patriotic Democratic Movements of China.
Per il 30 gennaio la Facoltà di legge dell’università di Hong Kong ha deciso di varare  un seminario dal tema “Il processo a Liu Xiaobo e oltre”, per comprendere le ragioni sottostanti alla pesante azione cinese verso Liu.
Fonte: AsiaNews, 13 gennaio 2010

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