Harry Wu: il destino di Zuo Xiao e della libertà in Cina

Che fine ha fatto Zuo Xiao? La domanda, ancora senza risposta, sta rimbalzando nei siti internet  di tutto il mondo.  Zuo Xiao è uno dei cantanti rock più famosi in Cina. Aveva difeso l’artista Ai Weiwei arrestato in circostanze poco chiare dalle autorità, che negli ultimi mesi hanno aumentato la stretta sui dissidenti. Ora è finito lui stesso in prigione, “sparito” dopo un festival musicale. Ci racconta la sua storia Harry Wu, l’uomo che ha fatto conoscere al mondo “l’Arcipelago gulag” dei campi di lavoro cinesi, in Italia per partecipare  al Congresso Annuale della Laogai Research Foundation che si terrà sabato a Roma.

Da quanto tempo non si hanno notizie di Zuo Xiao?
Zuo Xiao viene arrestato dalla polizia all’aeroporto di Changzhou, prima di partire per Pechino, agli inizi di aprile. Nei giorni precedenti, al concerto rock di Zhouzhuang, vicino a Shanghai, aveva incitato la folla a gridare slogan di sostegno per Ai Weiwei, al quale aveva dedicato messaggi di sostegno sui maxischermi del concerto. Suo amico da 16 anni, aveva precedentemente scritto l’articolo “Chi non ama Ai Weiwei?” sul “Ming Pao”, un giornale di Hong Kong. Ai Wei Wei è famoso anche per le sue sculture e fotografie e un romanzo diventato best seller. In Cina tutti conoscono suo padre, Ai Qing, famoso membro del direttivo del Partito Comunista contro il quale si è ribellato il figlio. Il suo arresto ha provocato proteste internazionali; ieri il sindaco di New York Michael Bloomberg ha visitato l’esposizione di alcune sue sculture esposte a Manhattan che rappresentano i 12 animali dello zodiaco cinese.
Da febbraio è in atto la peggiore persecuzione dal 1998 contro chi difende i diritti umani
Il caso dell’arresto di AI Weiwei non è raro nella Repubblica Popolare. Almeno duecento sono gli arresti di giornalisti, artisti e dissidenti nel contesto della “Rivolta del gelsomino” che dal Nord Africa si è estesa alla Cina. Oltre a Zuo Xiao negli ultimi giorni si sono perse le tracce di un amico della rockstar, Wen Tao, di 38 anni, dell’autista e cugino Zhang Jinsong (noto anche come Xiao Pang), 43 anni, del contabile Hu Mingfen, 55 anni, e del collega Liu Zhenggang, di 49 anni. Tra i dissidenti, Liu Xian Ping è stato ripetutamente arrestato e ha ricevuto una condanna di 11 anni in aprile per “sovversione contro lo Stato”, Ran Yunfei, Yang Henjun, australiano di etnia cinese, è sparito all’arrivo del suo volo a Guangzhou il 27 marzo scorso. Sono moltissimi i dissidenti accusati di sovversione contro lo Stato solo per aver inviato mail o chiesto democrazia sul web. Fra gli arresti recenti ci sono anche Ding Mao, Chen Fei. Sono stati perseguitati anche giornalisti come Xiao Shu e Peng Xiaoyun.

È prematuro parlare, come fanno molti blogger, di un “maggio cinese”?
Le rivolte popolari continuano a crescere contro gli aborti forzati, l’inflazione, la corruzione e gli espropri forzati, senza indennizzo; sono almeno 80mila l’anno.
Il regime comunista cinese è vicino al collasso. Credo sinceramente che ci sia una rinascita spirituale in Cina. Nonostante 60 anni di marxismo ateo che ha incarcerato o ucciso migliaia di sacerdoti, vescovi e fedeli, le conversioni aumentano. Sono moltissimi i santuari mariani. Il più famoso è quello di Sheshan, vicino a Shanghai che è diventato simbolo del rinnovamento cristiano in Cina. Ogni mese di maggio migliaia di pellegrini si riuniscono a Sheshan per pregare per i cristiani perseguitati.  Il più antico è il Santuario di Nostra Signora della gioia che sorge sulle montagne a nord di Guiyang, nella provincia del Guizhou e che credo sia stato costruito 200 anni fa. Come in tanti altri casi il Santuario è stato distrutto durante la rivoluzione culturale. I Santuari mariani son veramente tanti, non li ricordo tutti. So che ve ne è uno a Longtian, vicino a Fuzhou, provincia del Fujian, un altro a Nanchino e un altro a Donglu…

Fonte: Il Sussidiario.net, 6 maggio 2011

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