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Gruppo attivista registra i prigionieri politici in Cina in nuova banca dati

Gisela Sommer, Epoch Times, 07.05.2014
Il China Political Prisoner Concern (Cppc), un gruppo cinese in difesa dei diritti umani, ha istituito una banca dati dei prigionieri politici nella Cina continentale.
Questo gruppo, gestito da volontari, ha di recente creato un sito in lingua cinese per raccogliere, verificare e pubblicare lo status dei prigionieri politici in Cina.

Fin dal primo febbraio, il giorno della sua nascita, il gruppo, composto principalmente da attivisti per i diritti umani in Cina, ha già pubblicato una lista di cento prigionieri politici. Questi includono attivisti per la democrazia, dissidenti, attivisti dei diritti umani, ma anche tibetani, uiguri, cristiani, prigionieri di coscienza del Falun Gong e altri. Tra loro ci sono Xu Zhiyong (n. 54), fondatore della ‘Campagna del nuovo cittadino’, e lo studioso uiguro Ilham Tohti (n. 59).

Alcuni dei volontari del Cppc sono prigionieri politici del passato. Nel corso degli ultimi tre mesi, hanno raccolto e classificato grandi quantità di informazioni e migliaia di foto, producendo i profili dei primi cento prigionieri. Altri profili e aggiornamenti saranno aggiunti su base continua, secondo New Tang Dynasty Television (Ntd) che ha sede a New York.

L’obiettivo del progetto è quello di ottenere il rilascio di tutti i prigionieri. Evidenziando i loro casi, il gruppo spera di attirare maggiore attenzione internazionale sulla questione. Un altro obiettivo è quello di aumentare il progresso sociale della Cina.

Tang Jingling, avvocato cinese dei diritti umani, sta raccogliendo dati sui prigionieri di coscienza già dal 2008. Ha anche invitato gli utenti internet cinesi a inviare cartoline ai prigionieri.

Tang ha riferito a Ntd che ci sono molti prigionieri di coscienza cinesi. Se dal massacro del 4 giugno 1989 qualcuno avesse raccolto informazioni su questi prigionieri e avesse lanciato sistematicamente azioni di salvataggio, come l’invio di cartoline, avrebbe messo un’enorme pressione sul regime comunista cinese. Allo stesso tempo avrebbe anche dato coraggio a questi prigionieri di coscienza.

Nel caso in cui il personale volontario del Cppc dovesse essere in grado di raccogliere tutte le identità dei prigionieri, l’elenco rischia di diventare molto lungo.

Il sito web del World Uyghur Congress elenca decine di prigionieri politici uiguri, molti dei quali sono scrittori, giornalisti e webmaster, incarcerati a lungo termine con accuse che chiamerebbero in causa la libertà di parola, la libertà di associazione e gli oneri religiosi.

Il numero reale è probabilmente molto più alto, ma a causa delle restrizioni imposte dalle autorità cinesi, è impossibile determinare il numero esatto di uiguri detenuti.

Il numero dei praticanti del Falun Gong che sono stati illegalmente detenuti è probabile che sia nell’ordine delle centinaia di migliaia secondo i documenti incompleti conservati dai gruppi del Falun Gong, come Minghui.org e la World Organization to Investigate the Persecution of Falun Gong (l’Organizzazione Mondiale per Indagare sulla Persecuzione del Falun Gong).

Se coloro che sono morti in detenzione negli ultimi 15 anni venissero aggiunti alla lista, come è accaduto all’attivista dei diritti umani Cao Shunli (n. 63), l’elenco potrebbe contare milioni di persone.

Fonte,EpochTimes,http://www.epochtimes.it/news/gruppo-attivista-registra-i-prigionieri-politici-in-cina-in-nuova-banca-dati—126176

English version.
New Grassroots Database Tracks China’s Political Prisoners [1]