Global Times dedica editoriale all’attivista cieco

La stampa cinese sembra cominciare a prendere coscienza e condannare, anche se in maniera abbastanza velata e con episodi isolati, la censura delle autorita’ di Pechino, le detenzioni forzate e il trattamento che esse riservano soprattutto ai dissidenti politici. Come e’ accaduto con il Global Times, quotidiano appartenente allo stesso gruppo del Giornale del Popolo, organo del partito, che in un editoriale ha affrontato il caso di Chen Guangcheng, avvocato cieco agli arresti domiciliari sin dal settembre dello scorso anno nella sua citta’ natale, Linyi, nella provincia dello Shandong. Chen, per il quale e’ stata realizzata anche una prigione speciale intorno a casa sua, e’ accusato di aver partecipato nel 2006 a campagne di protesta contro politiche governative relative a casi di espropriazione forzata di terre ed altri abusi, tra i quali anche casi di sterilizzazione e aborti forzati da parte di funzionari locali in nome del rispetto della legge figlio unico. A Chen, come denunciano molte Ong, non viene consentito non solo di uscire di casa ma anche di ricevere visite o di avere contatti con l’esterno. Nell’editoriale del Global Times si parla della necessita’ da parte delle autorita’, di dare maggiori informazioni sulle reali condizioni dell’attivista cieco, pur criticando la campagna di stampa internazionale in suo favore e contro le autorita’ cinesi. ”Bloccare le informazioni potrebbe solo portare a conseguenze peggiori” si legge nell’articolo del quotidiano cinese, dove si sottolinea come la asserita violazione dei diritti umani nei confronti di Chen e denunciata dalla sua famiglia – la moglie in primo luogo – e dai suoi amici non puo’ essere totalmente un’invenzione. Nel 2010 l’attivista cieco fu messo agli arresti domiciliari e da allora e’ rimasto sempre sotto stretta e continua sorveglianza. Lo scorso mese di giugno attraverso una lettera resa nota tramite una organizzazione umanitaria americana la moglie di Chen, Yuan Weijing, aveva denunciato che suo marito era anche stato picchiato e che in seguito gli era stato persino impedito di vedere un medico. Radio Free Asia ha denunciato che un gruppo di nove attivisti che avevano cercato di mettersi in contatto con Chen e di andare a visitarlo sono stati arrestati. Alcuni sarebbero stati messi in carcere in isolamento, altri in campi di lavoro. A favore di Chen Guancheng si sono espressi anche molti altri dissidenti cinesi, tra cui Hu Jia, rilasciato di recente dopo un periodo di detenzione per sovversione, secondo il quale Chen nel 2006 e’ stato incarcerato con accuse totalmente false.

Fonte: Partecinesepartenopeo, 12 ottobre 2011

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