Gli Usa aprono a una “nuova era” militare con la Cina

Il generale Xu Caihou, il secondo vertice militare cinese per importanza, è in visita ufficiale in America. Accolto con tutti gli onori dal Segretario alla Difesa Gates. Mentre Pechino critica Washington per il Libro bianco sui diritti umani presentato lunedì.  È arrivato il momento “di rilanciare il dialogo e la cooperazione militare fra Stati Uniti e Cina. Si deve interrompere quel circolo vizioso di partenze e frenate che ha caratterizzato l’ultimo decennio e costruire un ponte di scambio durevole e conveniente per entrambi. Parte una nuova era”. Lo ha detto il Segretario della Difesa statunitense, Robert Gates, durante un incontro a Washington il 28 ottobre con il generale Xu Caihou, il secondo vertice militare cinese per importanza. Si tratta della visita di più alto livello da parte di militari dell’Impero di Mezzo negli Usa dal 2006.I propositi espressi da Gates si scontrano con la reazione ufficiale del governo di Pechino alla presentazione del Libro bianco sui diritti umani, reso pubblico da Washington lo scorso 26 ottobre. Parlando durante la settimanale conferenza stampa, il portavoce del ministero cinese degli Esteri ha criticato infatti “le posizioni espresse nel documento sulla presunta repressione di tibetani e uiguri. Si tratta di affari interni alla Cina, in cui le nazioni straniere non devono entrare”.

Una posizione simile era stata espressa anche dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton, che nel febbraio scorso ha visitato la Cina in forma ufficiale ma non ha citato le violazioni ai diritti umani che si commettono nel Paese. Secondo diversi analisti, questo omissis deriva dalla necessità americana di tenere buoni i funzionari di governo cinese per raggiungere nuovi accordi economici e uscire così dalla crisi economica. Sulla stessa linea anche il mancato incontro fra il Dalai Lama e Barack Obama, che il presidente americano ha deciso di evitare a pochi giorni dal conferimento del Premio Nobel per la Pace.
La visita del generale Xu, che durerà un’intera settimana, è l’ultimo episodio in ordine di tempo di un percorso teso a migliorare l’interscambio militare fra le due potenze. Negli ultimi anni, infatti, i rapporti sono stati altalenanti: Pechino contesta agli Stati Uniti il “Taiwan Defence Act” – la legge del Congresso che impone ai militari Usa di difendere l’isola in caso di attacco proveniente dalla Cina continentale – e la presenza di navi militari nelle acque asiatiche, che Pechino considera “zona economica” di sua spettanza.

Da parte loro, Gates e il portavoce del Pentagono Morrell si sono dimostrati più che concilianti. Parlando dei “quattro punti di disaccordo” citati da Xu – la questione Taiwan, le navi in perlustrazione, i limiti agli scambi di armi e una generale mancanza di fiducia – i due funzionari Usa hanno dichiarato: “È molto importante poter discutere serenamente di questi argomenti. Dobbiamo fare in modo che le cose non precipitino mai, creando un dialogo sincero”.

Proprio a causa di questo “mancato dialogo”, ha ricordato Morrell, “lo scorso anno sono stati annullati diversi contratti commerciali convenienti per entrambe le parti”. La decisione di interrompere lo scambio venne presa da Pechino, dopo che Washington aveva firmato un pacchetto di fornitura di armi a Taiwan per un valore di 6,5 miliardi di dollari.

Xu ha apprezzato la posizione americana ed ha invitato Gates a visitare la Cina nel corso del prossimo anno. L’invito è stato esteso anche all’ammiraglio Mike Mullen – il più alto in grado nell’esercito Usa – e al nuovo comandante del Comando del Pacifico, l’ammiraglio Robert Willard. Lo scopo è quello di parlare anche dei problemi nell’area: il nuovo governo di Tokyo ha infatti chiesto al presidente Obama di ritirare i suoi marines dalla base di Okinawa, uno dei deterrenti militari anti-cinesi più efficaci.

In ogni caso, di questi argomenti tratteranno direttamente Obama e il suo omologo cinese Hu Jintao nel corso dell’incontro bilaterale previsto a Pechino il prossimo mese. Oltre alla questione del clima – che ufficialmente apre il meeting – i due hanno già confermato infatti di voler parlare di cooperazione economica e militare. Diverse Organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto ufficialmente al leader occidentale di esigere da Hu una risposta sulle violazioni ai diritti umani, ma fino ad oggi la Casa Bianca non ha ancora aderito alla proposta.

Fonte: AsiaNews

 

 

 

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