Dove sono gli uiguri scomparsi dopo i disordini del 5 luglio 2009?

Otto anni dopo gli scontri a Urumchi, le famiglie non hanno ancora ricevuto notizie sul destino dei loro cari. Sulla scia dei disordini avvenuti a Urumchi nel 2009, rapporti sugli uiguri, forzatamente scomparsi durante i rastrellamenti della polizia nei quartieri della città, sono emersi negli articoli dei mezzi di informazione e nelle relazioni delle organizzazioni per i diritti umani.

Otto anni dopo i disordini, il destino degli uiguri rapiti dallo stato cinese è ancora ignoto alle famiglie.

Le Nazioni Unite affermano che la scomparsa forzata costituisce una delle “violazioni più gravi dei diritti umani”. UHRP invita la Cina a rivelare le sorti degli uiguri scomparsi dopo i disordini di Urumchi del 2009, e di rispettare gli standard internazionali in materia di diritti umani sulla detenzione della polizia.

“Gli sconvolgimenti a Urumchi hanno cambiato la vita degli uiguri. Aver aperto il fuoco sui protestanti uiguri ha inviato un chiaro messaggio: lo stato cinese ha esaurito le soluzioni alle legittime rivendicazioni uigure. Dal 2009 abbiamo assistito a un controllo sempre più stretto sulla religione, alla perdita di status della lingua uigura, alla soppressione dei diritti di libertà di espressione, d’associazione e di riunirsi, nonché a un’accelerazione della discriminazione e e della marginalizzazione economica”, ha affermato il direttore dell’UHRP, Omer Kanat.

Il signor Kanat ha aggiunto: “Tuttavia, le famiglie degli uiguri fatti sparire dalle forze dell’ordine cinesi durante i rastrellamenti dei quartieri uiguri dopo i disordini del 2009, vivono una perdita personale che non può essere riconciliata senza un’azione di trasparenza da parte della Cina. La comunità internazionale ha la responsabilità di parlare per queste famiglie uigure e di chiedere alla Cina che divulghi i dettagli dei casi dei loro cari”.

Il 5 luglio 2009, diversi uiguri si sono riuniti pacificamente in Piazza del Popolo a Urumchi per protestare contro l’idolenza del governo per un attacco mortale ai lavoratori uiguri di una fabbrica a Shaoguan, nella provincia del Guangdong. I dettagli di quello che è successo quel giorno, e nei mesi successivi, non sono chiari. Ciò che è noto è che disordini senza precedenti sono scoppiati in città, che hanno portato alla morte di un numero sconosciuto di persone. Le relazioni emesse da Amnesty International e da Uyghur Human Rights Project riportano testimonianze oculari di forze di polizia che sparano su pacifici protestanti uiguri.

Negli otto anni successivi ai disordini, molte domande sulle sparizioni forzate degli uiguri rimangono senza risposta. Una relazione rilasciata da Human Rights Watch nell’ottobre 2009 ha documentato operazioni di rastrellamento su larga scala condotte dalle forze d’ordine in due zone di Urumchi a prevalenza uigura a partire dal 6 luglio. La relazione di Human Rights Watch ha registrato la scomparsa coatta di 43 uomini uiguri. Brad Adams, direttore dell’area asiatica di Human Rights Watch, ha definito le sparizioni documentate “la punta dell’iceberg”.

In un articolo del 14 maggio 2012, Radio Free Asia parla di 36 famiglie uiguri che richiedono notizie di membri della famiglia scomparsi dopo le proteste del 5 luglio 2009. La relazione sui 36 uiguri scomparsi è uscita a seguito di un articolo di Radio Free Asia, datato 11 maggio 2012, che parlava della scomparsa di Imammemet Eli. La madre di Eli, Patigul, ha riferito ai giornalisti di Radio Free Asia che il figlio è stato arrestato il 14 luglio 2009 e solo nove mesi dopo l’arresto ha ricevuto le prime e uniche notizie sulla sua situazione. Per aver insistentemente chiesto alle autorità cinesi notizie sul figlio, Patigul è stata in carcere due anni.

Altri aspetti preoccupanti delle azioni della polizia di stato dopo il 5 luglio 2009, sono segnalazioni di minori arbitrariamente detenuti, torturati, condannati o semplicemente scomparsi.

UHRP chiede alla Cina di rispettare gli standard internazionali in materia di diritti umani che proteggono gli individui da sparizioni forzate. La UHRP ritiene che si debba applicare pressione sulla Cina a livello internazionale, affinchè firmi e ratifichi la Convenzione internazionale per la protezione di ciascun individuo dalla sparizione coatta; che ratifichi la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, e attui quanto previsto dalla Dichiarazione sui diritti delle persone che appartengono a minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche.
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Il progetto uiguro per i diritti umani (UHRP) è un’organizzazione per la ricerca, la denuncia e il sostegno dei diritti umani. La nostra missione è promuovere i diritti umani e la democrazia per i cittadini uiguri, sensibilizzare sugli abusi dei diritti umani degli uiguri, e sostenere il diritto del popolo uiguro di utilizzare mezzi pacifici e democratici per determinare il proprio futuro politico.

L’UHRP è stata fondata nel 2004 come parte dell’UAA (Associazione Americana Uigura), un gruppo di diaspora uigura che lavora per promuovere la conservazione e la fioritura di una cultura uigura ricca, umanistica e diversa. In collaborazione con UAA, nel 2016 UHRP ha iniziato le attività come gruppo indipendente.

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: UHRP, 7 luglio 2017

English article: UHRP, China: Where are the Uyghurs disappeared after the July 5, 2009 unrest?

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