Gli studenti di Hong Kong hanno superato di molto la vecchia guardia democratica

Matthew Robertson,Epoch Times01.11.2014

HONG KONG — Andrew Ho, membro di lunga data dello schieramento politico di Hong Kong definito ‘pandemocratico’ si è accampato per una settimana con gli studenti sulla Harcourt Road. Questa strada è parte dell’autostrada a 12 corsie vicina ai quartieri governativi che i giovani hanno occupato per richiedere una maggiore democrazia.

 

«All’inizio appoggiavamo il movimento studentesco; ho fatto un discorso per sostenerli», ha detto.

Ma To, ex presidente della Lega dei Social Democratici (Lsd), uno dei partiti più radicali della costellazione democratica di
Hong Kong, insieme a molti dei suoi colleghi, non è stato capace di fare molto altro: guardare dall’esterno e offrire sostegno mentre gli studenti si impegnavano in inaspettate forme di disobbedienza civile e proteste senza precedenti.

Nella foto: Albert Ho parla con un megafono nell’area dell’Admiralty occupata dalla protesta il 14 ottobre. I pandemocratici come Ho sono stati perlopiù in disparte a sostenere la rivoluzione degli ombrelli guidata dagli studenti. (Yu Kong/Epoch Times)

L’intera Rivoluzione degli ombrelli si è improvvisamente schiusa davanti agli occhi della vecchia linea di avvocati e politici che da prima ancora sostenevano il movimento, o provavano – fallendo – a influenzarlo dall’esterno.

«L’originale Rivoluzione degli ombrelli era stata pianificata da persone di mezza età che avevano puntato sulla partecipazione di persone di mezza età o di classe media», ha riferito Ma Ngok, professore associato di Amministrazione nella città universitaria di Hong Kong.

I leader devono capire che Hong Kong sarà difficilmente governabile con efficacia se è presente una tale insoddisfazione nella generazione dei giovani. – Albert Ho, ex presidente del Partito Democratico

«Pensavano che si sarebbero seduti e sarebbero stati cacciati entro pochi giorni», ha dichiarato.

Ma quando il 22 settembre è iniziato un primo boicottaggio delle classi da parte degli studenti, trasformatosi in un assalto della piazza civile alcuni giorni dopo, quindi nella lunga custodia cautelare di Joshua Wong e Alex Chow – i giovani agitatori – e infine nell’utilizzo di gas lacrimogeni e spray al peperoncino contro gli studenti disarmati, allora il movimento ha preso vita da solo.

Benny Tai, docente di diritto, uno degli iniziali organizzatori di Occupy Central, il 27 settembre ha chiesto che ‘l’occupazione’ iniziasse alcuni giorni prima di quanto programmato, ovvero il primo ottobre. La sua occupazione pianificata, che avrebbe dovuto avere luogo nel distretto finanziario di Hong Kong e durare solo alcuni giorni, è terminata in migliaia di arresti e non è mai decollata.

La generazione più anziana ha da allora provato a dimostrarsi all’altezza di un movimento che nemmeno loro – né nessun altro – è riuscito a controllare.
«Abbiamo chiesto al Governo di avere un dialogo con gli studenti ma…non possiamo controllarlo», ha riferito To, l’ex presidente della Lega dei socialdemocratici. «Questo movimento studentesco è iniziato dagli studenti», ha dichiarato. «Non ci hanno chiesto nulla, ma li sosteniamo».

Il successore di To nella Lsd, Leung Kwok-hung, membro del consiglio legislativo, anche noto come ‘Capelli lunghi’ per la sua precedente capigliatura arruffata, a volte fa la sua comparsa nelle manifestazioni e all’improvviso attorno alle zone occupate – spesso con un megafono, distribuendo consigli. Ma in una manifestazione più grande, che questo martedì ha contrassegnato un mese dall’inizio del movimento – è comparso alcune ore prima degli organizzatori principali e ha parlato da solo anziché con loro sullo stesso palco.

Nelson Wong Sing-chi, ex legislatore pandemocratico, è sembrato frustrato dalle apparentemente irrealistiche richieste degli studenti, quanto dalla loro incapacità di compromesso e, non per ultimo, per il modo in cui hanno apertamente tenuto fuori il fronte politico democratico dalle trattative con il Governo.
I membri della legislatura democratica di Hong Kong, chiamato da LegCo, sono una parte cruciale del puzzle quando si tratta di far passare mozioni sulle riforme elettorali, dal momento che detengono il potere di porre il veto a qualunque proposta per un cambiamento nel processo.

Ma i legislatori sono più propensi a lavorare cercando di capire quello che si potrebbe raggiungere nel quadro stabilito da Pechino, piuttosto che impegnarsi in provvedimenti straordinari, come occupare le carreggiate. Azioni di questo tipo sfidano direttamente la legittimità del Governo.

«Le proteste nell’Admiralty, nella Baia Causeway e a Mong Kok non sono sotto il nostro controllo. Seguono il loro stesso volere e danno voce alle loro opinioni», ha riferito Wong, ex legislatore pro-democrazia che ha ancora voce in capitolo nella politica di Hong Kong.

«Abbiamo scoperto che ci sono così tanti giovani che non vogliono un risultato ragionevole», ha detto. Stava commentando come [gli studenti, ndt] continuino a insistere sul fatto che la decisione del 31 agosto del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo nella Cina continentale – che mette a freno la democrazia di Hong Kong – debba essere rifiutata.
«Non è facile arrivare a una soluzione se i giovani vogliono solo rifiutare le decisioni dell’Assemblea nazionale del popolo. Potrebbero trovare altri modi di esprimere la loro voce al Governo e potremmo ottenere una sorta di suffragio universale», ha detto. «Penso sarebbe meglio. Ma ora come ora non vedo alcun risultato finale».
La mancanza di fiducia nella ‘vecchia guardia’ democratica, caratterizzata da contrasti interni, fazioni e dalla solita politica da politicante, sembra stia guidando la divisione e l’atteggiamento che i giovani hanno preso.

«Gli studenti e le persone di Occupy Central non amano legarsi ai politici», ha riferito la scorsa settimana Jimmy Lai, fondatore dell’Apple Daily, quotidiano apertamente democratico, durante un’intervista nella zona occupata dell’Admiralty. «Ecco perché stanno [i politici] mantenendo un basso profilo».

I membri del fronte pandemocratico sono stati spesso visti chiacchierare e girare pigri nei siti più importanti della protesta – in parte non hanno neanche provato ad avere un ruolo di più alto profilo perché non gli è stato chiesto, ma in parte anche «per permettere agli studenti di prendere il controllo, in modo da arrivare ad ottenere ulteriori simpatie e sostegno», ha detto Ma Ngok. «Questi politici sanno che le persone in generale potrebbero non riporre molta fiducia in loro… Penso si siano resi conto che è meglio se capiscono che gli conviene tenersi in disparte».

Albert Ho, ex presidente del Partito Democratico dal 2006 al 2012, è una voce fondante del fronte pandemocratico. «Siamo stati molto d’aiuto al movimento per tutto il tempo; si è rivelato essere diverso nella forma e nella portata rispetto a quanto avevamo previsto, ma il concetto centrale è ancora la disobbedienza civile».

Il più grande ostacolo è tuttora il governo di Hong Kong, e i suoi capi a Pechino. Mentre il tempo si trascina, la simpatia del pubblico verso i protestanti potrebbe mutare.

Ho ha osservato che la differenza di punti di vista tra due generazioni di attivisti – i pandemocratici (preoccupati per la sicurezza e di ottenere delle concessioni realistiche) e i giovani occupanti (i quali non hanno neanche lontanamente pensato a una fine dei giochi) – sono ampiamente istintive.

«Hong Kong ha fatto la storia e ha poi dimostrato che siamo estremamente attivi, dinamici ed energici riguardo la democrazia. I leader devono capire che Hong Kong sarà difficilmente governabile con efficacia se è presente una tale insoddisfazione nella generazione dei giovani», ha riferito.

Ho ha aggiunto: «Devono capire che hanno l’obbligo di provvedere a queste persone, che è irragionevole passare da una società aperta a una chiusa».
Alcuni temono che le proteste degli studenti possano ritardare gli sforzi democratici a lungo termine di Hong Kong se suscitano troppa rabbia nella società.

«È troppo presto per dare giudizi», dice Ho; ma aggiunge: «Dopotutto non abbiamo niente da perdere».

Fonte,EpochTimes:http://www.epochtimes.it/news/gli-studenti-di-hong-kong-hanno-superato-di-molto-la-vecchia-guardia-democratica—127399

English version,Epoch Times: Hong Kong’s Students Run Out Far Ahead of Its Democracy Old Guard

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