Gli artigli della Cina su Telecom Italia, vuole i cavi dove viaggiano le nostre telefonate

Sapere cos’è Telecom Italia Sparkle è roba da esperti, eppure c’è da scommettere che anche la vostra voce o i vostri dati hanno viaggiato sulla sua rete di 450 mila chilometri di cavi sottomarini.

Collegano Europa, America, Nordafrica, Medioriente e Asia e oltre ai traffico di Telecom Italia ospitano quello di 500 operatori mondiali, che per questo pagano un pedaggio. Sparkle è insomma un gioiellino, finora solo italiano, ma su cui ultimamente ha messo gli occhi un fondo di investimento cinese, che vorrebbe entrare nel suo capitale. Considerata l’importanza di quei cavi, è normale che la notizia faccia discutere e desti una certa preoccupazione.

Da Telecom Italia, che controlla Sparkle al 100%, buttano acqua sul fuoco. L’ingresso dei cinesi, confida oggi un manager a Repubblica, “non è stato mai discusso in consiglio d’amministrazione nemmeno come ipotesi”. E però già si confronterebbero due correnti, una favorevole all’operazione, capeggiata dal presidente Giuseppe Recchi, l’altra molto più cauta, vicina all’amministratore delegato Marco Patuano.

Le ragioni dell’azienda in cerca di nuove risorse dovranno poi naturalmente confrontarsi con quelle del governo. Impossibile vendere ai cinesi un bene così strategico per l’Italia senza il sì del premier Matteo Renzi e del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.

Caffeina Magazine,22/01/2015

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