Gli 007 cinesi? Bravi hacker pronti a tutto

Occorre mandare a memoria il nome: Guoanbu. È il servizio segreto cinese e, secondo il giornalista francese Roger Faligot, autore di questa corposa inchiesta, diventerà il più potente del XXI secolo. Le prove generali, il “Kgb di Pechino” le ha fatte durante le Olimpiadi del 2008 in Cina, scendendo a patti con Al Qaeda per evitare attentati e schedando migliaia di giornalisti, diplomatici, turisti e sportivi. Ma quali sono le caratteristiche degli 007 dell’Impero di mezzo? Sofisticate abilità di hacker – oggi i bombardamenti più frequenti sono quelli ai siti web degli avversari – unite allo studio di “sacri” testi come L’arte della guerra o I trentasei stratagemmi. Insomma, i nuovi Bond sono cyberguerrieri zen. In patria il Guoanbu mira a contenere i movimenti rivoluzionari nello Xinjiang e le proteste del Tibet. Fuori, stringe nuove amicizie con la Russia. Faligot, con lunghi inserti sulla storia della Cina, costruisce un puzzle complesso. Si tratta di serissime questioni geopolitiche, va bene, ma uno sceneggiatore di Hollywood potrebbe trovarci già un buon canovaccio su cui lavorare.

Dario Pappalardo

Fonte: Il mio libro.it, 18 marzo 2011

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