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Giro di vite della censura in Cina: vietati video su 100 argomenti

La Cina ha diffuso oggi nuove linee guida sulla censura dei video on line, vietando circa 100 tipi di contenuti [1].

Tra questi, ovviamente, le questioni politiche in cima alla lista, tra cui l’indipendenza di Taiwan, le critiche ai leader del Partito Comunista e la parodia dell’inno nazionale della Cina.

Ma anche “l’adorazione di denaro”, le opinioni malsane su matrimonio e amore e i filmati “non verificati” di proteste e raduni.

Nel corso dell’ultimo anno Pechino ha intensificato la sua repressione sui contenuti online “illegali” [2], per esempio il modo in cui la polizia cinese blocca pesantemente molti siti web stranieri come Google e Facebook.

Lo scorso anno le autorità cinesi hanno accusato WeChat e Twitter di diffondere informazioni e notizie “politicamente dannose e chiudendo di fatto tutti gli account che fossero di semplice opposizione. Vietato ovviamente il porno, i video ritenuti immorali e quelli feticistici.

Il governo cinese incoraggia gli operatori di partecipare a corsi di formazione su come impostare brevi filmati che riguardano il Paese che devono essere in sintonia con il PCC.


Fonti: Business Insider Italia, The Guardian, 10/01/2019

English article, The GuardianToe the line: China bans foot fetish videos and political spoofs as censorship tightens [1]