Giornalisti picchiati: erano fuori dalla casa della moglie di Liu Xiaobo

Due giornalisti di Hong Kong e un attivista cinese sono stati picchiati da uomini non identificati a Pechino fuori dalla casa di Liu Xia, moglie del premio Nobel per la pace Liu Xiaobo. I due – Tam Wing-man, cameraman della TVB, e Wong Kim-fai, cameraman della Now TV – volevano filmare il tentativo dell’attivista Yang Kuang di visitare la donna, che da oltre due anni è agli arresti domiciliari nella propria casa. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 marzo scorsi. Il governo di Hong Kong si è detto molto preoccupato per quanto accaduto ai suoi cittadini, dichiarando che indagherà nella vicenda.
Un testimone racconta che Yang stava aspettando un taxi, quando intorno alle 22 una dozzina di uomini lo ha aggredito. L’uomo è stato poi portato via su una macchina della polizia. Subito dopo il gruppo si è scagliato contro i due giornalisti. Tam ha ricevuto un pugno in pieno viso ed è finito a terra, con cinque o sei uomini che hanno continuato a pestarlo. Wang ha ingaggiato una lotta per non farsi strappare via la telecamera, ma è stato colpito e la macchina è rimasta danneggiata nel corpo a corpo. Il gruppo ha poi iniziato a insultare i due, che sono riusciti però ad allontanarsi.
Di Yang, noto per la sua lotta per il riconoscimento delle isole Diaoyu come territorio cinese, si sono perse le tracce per l’intera giornata di ieri. Nel pomeriggio, in una conversazione telefonica con il Post ha raccontato l’accaduto: le guardie fuori dalla casa di Liu Xia gli avevano negato il permesso di entrare, e mentre stava andando via il gruppo di uomini è apparso e ha aggredito lui e i due giornalisti.
Liu Xia è agli arresti domiciliari per essere la moglie dello scrittore dissidente Liu Xiaobo, Nobel per la Pace 2010, condannato a 11 anni di prigione nel 2009 per “incitamento alla sovversione contro lo Stato” per aver contribuito alla stesura di Carta 08, che suggerisce alla Cina il rispetto dei diritti umani e un modello democratico per evitare i disastri morali, ecologici e sociali di cui il Paese è affetto. Quando è stato nominato per il Nobel, Liu era già in prigione da due anni (dal dicembre 2008). Dall’assegnazione del premio, Liu Xia è stata confinata in casa sua. La donna può uscire solo una volta alla settimana per la spesa e una volta al mese viene accompagnata a visitare suo marito. La casa non ha telefono o internet. Nel dicembre scorso, un gruppo di giornalisti dell’Associated press è riuscito a introdursi nell’abitazione e a intervistare Liu Xia.

Fonte: Asia News, 9 marzo 2013

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