Giocattoli e abiti contraffatti: sequestrati 15 milioni di prodotti «made in Cina»

Scatoloni stipati in un capannone sulla via Prenestina: merce pericolosa, senza marchi e a rischio tossicità. Scaffali alti fino al soffitto colmi di giocattoli, casalinghi e capi d’abbigliamento contraffatti «made in Cina» per un valore pari a circa 15 milioni di euro.

È il risultato di un maxi-sequestro compiuto a Roma dalla Squadra mobile e dall’Agenzia delle Dogane in un capannone di circa mille metri quadrati in via Prenestina. Prodotti pericolosi sotto il profilo della sicurezza dei consumatori. In particolare i giocattoli destinati ai bambini, sprovvisti di marchio «CE», e i casalinghi sono a rischio tossicità. Il capannone era un vero e proprio supermercato, di prodotti tossici di contrabbando dove si rifornivano i negozianti cinesi che potevano acquistare senza scontrino prodotti di ferramenta, elettrici, per animali, cosmetici, giocattoli, borse, cinte e capi d’ abbigliamento, questi ultimi contraffatti. Già nel dicembre 2009 nello stesso capannone sulla Penestina, la squadra mobile effettuò un sequestro di 500 chili di fuochi pirotecnici perchè nel magazzino non venivano rispettate le norme antincendio.  Il titolare della ditta, un cinese di 34 anni, è stato denunciato per introduzione e vendita di prodotti contraffatti e sprovvisti del marchio «CE» nei confini nazionali, nonchè di frode doganale e contrabbando. L’Agenzia doganale ha infatti accertato l’ evasione dei diritti di confine per un valore di circa 15 milioni di euro. Nel corso del blitz sono state anche sequestrati documenti contabili in originale a riprova del fenomeno della sottofatturazione compiuto da molte ditte cinesi. Il contrasto alla sottofatturazione ha consentito nell’ultimo quinquennio di recuperare circa 2 miliardi di euro in diritti doganali che sarebbero stati altrimenti evasi. Il blitz della Squadra Mobile e dell’Agenzia delle Dogane è scattato a conclusione di una complessa attività d’indagine finalizzata al contrasto dell’introduzione in Italia di merce contraffatta ed al reinvestimento di capitali esteri in altre attività illecite.

Fonte: Corriere Della Sera, 21 agosto 2010

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